Tipi di depressione

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Oltre la depressione maggiore esistono altre forme di depressione

Nell’articolo “come curare la depressione” avevamo visto come agisce la depressione maggiore, i sintomi e come curarla.

In questo articolo voglio invece parlarvi di altre forme depressive, magari meno incisive ma sicuramente molto importanti per chi ne soffre.
Vediamo quindi le seguenti altre forme depressione:


Tipi di depressione: Depressione reattiva

La depressione reattiva si inserisce tra i disturbi post-traumatici, e così come dice il nome stesso altro non è che la reazione ad un evento dal forte carattere emotivo, quale può essere un lutto in famiglia o la perdita del lavoro.

Nel caso della perdita del lavoro la depressione reattiva si manifesta perché è stato ferito il lato narcisistico del soggetto.
La persona coinvolta si sente messa in discussione perdendo fiducia in se stessa e cadendo nel vortice depressivo.

Dopo una tale evento una reazione negativa con sintomi depressivi è anche normale, quando però dopo un po’ di tempo, all’incirca due mesi, non vi è reazione da parte della persona interessata c’è il rischio che lo stato depressivo diventi patologico.

La depressione reattiva è caratterizzata da alcuni sintomi come ad esempio:

  • Ansia tristezza
  • Senso di inutilità
  • Disturbi alimentari
  • Mal di testa

La terapia più indicata per la cura della depressione reattiva è la psicoterapia.

Depressione post parto

La depressione post partum è un particolare tipo di depressione reattiva che colpisce, come dice la parola stessa, le neomamme, e di presenta di solito quando il bimbo ha da 1 a 3 mesi circa.

Questo tipo di depressione colpisce all’incirca il 10% delle puerpere.
Le mamme cadono in questa depressione a causa del loro sentirsi incompetenti, non adatte a “tirar su un figlio”, cadono nella tristezza e piangono per i sensi di colpa.

Questo tipo di depressione NON è da confondersi con quella che viene chiamata “baby blues, tristezza malinconica che si presenta dopo il parto e tende a svanire entro un paio di settimane.
Questo fenomeno è dovuto al cambiamento ormonale che sconvolge completamente la neomamma.

Per approfondire vi consiglio di leggere l’interessante articolo sulla depressione post parto scritto dalla dott.ssa Serenella Salomoni, psicologa e psicoterapeuta di Padova.


Depressione stagionale

SAD è il termine usato per indicare questo tipo di disturbi depressivi e significa “Seasional Affective Disorders“, e molto spesso quando si parla di depressione stagionale si pensa subito ai paesi del nord europa dove a causa del lungo inverno con poche ore di luce vi sono molti casi di stati depressivi più o meno gravi.

In realtà la depressione stagionale può colpire non sono nei mesi autunnali-invernali ma anche d’estate.
Ecco perché si può quindi parlare di:

  • Depressione stagionale invernale
  • Depressione stagionale estiva

Nel secondo caso la percentuale è decisamente minore, ma va comunque presa in considerazione.


Depressione stagionale invernale

La Winter depression, o depressione invernale, come dice il nome si presenta nei mesi invernali, ma può durare indicativamente anche da settembre-ottobre a marzo-aprile.
Questo tipo di depressione è presente soprattutto nelle donne e colpisce circa il 3% degli europei, con punte più alte nel nord europa come spiegato prima.

Depressione stagionale invernale


Sintomi della depressione invernale

I sintomi maggiori di questo disturbo depressivo sono:

  • Ipersonnia
  • Maggior appetito
  • Sbalzi d’umore
  • Tono dell’umore basso
  • ansia
  • Calo della libido


Cause della depressione stagionale invernale

Purtroppo non esiste uno studio accurato che dia una risposta certa sulle cause della depressione stagionale invernale, ma esistono comunque delle valide teorie su questo tipo di SAD.

Una di queste teorie si basa sull’abbassamento delle ore di luce in quanto questa variazione sembra provocare una diminuzione di produzione di SEROTONINA da parte del nostro cervello.

Come spiegato nell’articolo “come-curare-la-depressione”, la serotonina, chiamata anche “ormone della felicità” è responsabile del nostro tono dell’umore, ed un suo abbassamento può essere alla base di sintomi depressivi.

A sua volta, questo calo di serotonina sembra causato da una diminuzione di vitamina D, sintetizzata dal nostro corpo quando è esposto al sole e quindi ai raggi ultravioletti.
Questa vitamina infatti difficilmente può assorbita tramite alimenti o farmaci, ed ecco perché il sole diventa di vitale importanza per la sua produzione.

Un altra teoria invece sostiene che alla base della depressione invernale vi sia l’aumento dei valori di melatonina, ormone che regola il nostro sonno, e che aumenta con le ore di buio.
Più buio, più melatonina, più sonno.


Come curare naturalmente la depressione invernale

Esistono due metodi naturali per curare la depressione invernale, mangiare sano e fare movimento.

Per mangiar sano si intende cercare di evitare le grandi mangiate, o almeno non troppo spesso e concentrarci su cibi più idonei, magari ricchi di Triptofano (precursore della serotonina), vitamina C e vitamina E e anche sali minerali come zinco e magnesio.

Non farò un elenco di cosa mangiare e cosa non mangiare, inutili dirvi che il Triptofano lo trovate soprattutto nei formaggi stagionati e il magnesio nel Grana Padano quando magari non mangiate formaggi, sia per disturbi alimentari o perché semplicemente non vi piacciono.

Però vi posso dire che il miglior modo di mangiare è quello di variare continuamente alimentazione, cercate di mangiare carne rossa, carne bianca, Tonno e sgombro, pesce azzurro, uova, formaggi, molte verdure sia crude che cotte, frutta in generale.
Insomma, una giusta, sana e corretta alimentazione.

Dimenticavo, mangiate cioccolato se potete, questo perché agisce da controllore dell’umore grazie alla feniletilamina, sostanza che diminuisce lo stress ed è quindi un buon rimedio per la depressione.


Curare la depressione invernale con atività fisica

Fate movimento!
L’attività fisica migliora l’ossigenazione del sangue e produce endorfina, sostanza che diminuisce l’ansia e lo stress.
Inoltre fare movimento, in palestra o all’aria aperta, induce la persona ad uscire di casa e incontrare persone, e questo aspetto secondario non è da sottovalutare.

Piccola nota, fare attività fisica per curare la depressione invernale non significa andare in palestra una volta al mese, ma fare, magari poca, attività fisica regolarmente tutti i giorni o quasi.


Depressione stagionale estiva

Premesso che ad essere colpiti da questo tipo di SAD è all’incirca l’1% della popolazione europea, non si sa ancora esattamente quali siano le cause. Andiamo però con ordine e partiamo quindi dai sintomi.


Sintomi depressione stagionale estiva

Tra i sintomi della SAD estiva troviamo:

  • insonnia
  • ansia
  • aumento della libido
  • perdita di peso


Cause della depressione stagionale estiva.

Come dicevamo prima ci sono solo alcune teorie, ed una di queste si basa sul calo di produzione di melatonina, neurotrasmettitore che regola il nostro sonno, e che diminuisce con l’aumentare delle ore di luce.
Un calo troppo marcato potrebbe essere causa d’insonnia e agitazione.


Rimedi per la SAD estiva:

Per combattere la depressione stagionale estiva valgono un pò gli stessi consigli per la SAD invernale, e cioè mangiare sano e più leggero e fare attività fisica.
Inoltre, dal momento che le belle giornate lo permettono, qualche gita fuori porta non può che farvi bene.

Altro consiglio che vi posso dare è quello di dedicarvi ad attività rilassanti (giardinaggio, meditazione, ecc.) che possano alleviare l’ansia, alla sera andare a letto non troppo tardi e cercare di tenere la stanza buia.
Insomma, dormire bene aiuta.


Depressione senile

Depressione senile come comportarsi

Tra i vari tipi di depressione, la depressione senile si sviluppa in quelle persone anziane che sentono di aver perso quel ruolo importante che avevano in società o all’interno della famiglia e si sento quindi “inutili”, e può colpire fino al 15% della popolazione anziana.
Questo ovviamente è anche associato a possibili disturbi depressivi avuti in passato e che possono riemergere.

Depressione senile

La depressione senile è quindi un disturbo psichiatrico presente in taluni soggetti over 65.

Depressione senile sintomi

La depressione senile presenta i seguenti sintomi:

  • Isolamento
  • Malinconia e tristezza
  • Perdita di vitalità
  • Disturbi psico-somatici
  • Apatia

Tra le cause della depressione senile invece possiamo annoverare:

  • Familiarità
  • Alcolismo o tossicodipendenza, anche in passato.
  • Disabilità o malattie invalidanti
  • Mancanza di socializzazione
  • Condizioni economiche precarie

Uno dei momenti critici per questi soggetti è l’arrivo della tanto agognata pensione.
Molte persone fanno del loro lavoro un motivo di vita e non coltivano al di fuori di esso una rete sociale attiva o degli hobby appaganti, e questo, una volta in pensione li trova impreparati ad affrontare la vita senza il lavoro.
Non essere più utili (nel loro modo di vedere) alla produttività collettiva li fa sentire inutili.


Come si cura la depressione senile?

In questi casi, una psicoterapia efficace deve puntare a far ritrovare la stima in se stessi facendo accettare al paziente il nuovo ruolo sociale, mettendolo di fronte ad altre realtà positive che lo possono coinvolgere e farlo sentire utile, come ad esempio il volontariato in tutte le sue forme.

Anche il ruolo della famiglia è importante, in quanto affidargli un ruolo di responsabilità o comunque utile, ad esempio andare tutti i giorni a prendere il nipotino a scuola, può ridare autostima al soggetto.

Depressione senile cure naturali

Allorquando la depressione senile sia ancora nella fase iniziale o anche per coadiuvare la terapia farmacologia o psicoterapeutica, si possono usare come trattamenti anche alcuni metodi naturali per la cura della depressione, partendo in primo luogo da una sana e corretta alimentazione.

E’ risaputo che una buona abitudine alimentare si riflette non solo sul corpo ma anche sulla mente e per l’anziano riveste un fattore ancora più importante.

Essenziali gli alimenti che contengono vitamine del gruppo B:

  • Vitamina B1:
    Chiamata anche Tiamina, è importante per la corretta funzionalità delle cellule nervose. La troviamo nella carne, nelle uova, nelle nocciole ed in grandi quantità nei cereali come avena, mais, frumento, sopratutto se integrali.
  • Vitamina B3:
    Chiamata anche vitamina PP o niacina, favorisce la circolazione del sangue ed ha un ruolo molto importante nel funzionamento del nostro sistema nervoso.
    La troviamo nelle carni bianche, nel lievito di birra, nei pesci come il tonno ed il salmone, ed anche in verdure come gli spinaci.
  • Vitamina B6:
    E’ una vitamina idrosolubile e che non si può accumulare, bisogna quindi soddisfarne continuamente il fabbisogno giornaliero.

    E’ una vitamina utile per il metabolismo di aminoacidi e zuccheri, e riveste un importante ruolo per la stimolazione delle funzioni cerebrali ed è spesso utilizza nei prodotti chiamati “anti-age”, cioè anti invecchiamento.
    La troviamo in carni bianche, pesce, legumi, spinaci.

Alla prossima,
Lo Psicologo Veneto.

Psicologo veneto

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