Emofobia. la paura del sangue

Emofobia. la paura del sangue

Emofobia. la paura del sangue

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Quando la vista del sangue diventa un problema

Alla vista del sangue ti senti male e/o ti viene la nausea? Ti giri dall’altra parte quando in tv ci sono scene con sangue?
Al solo pensiero di fare un prelievo del sangue ti coglie il panico?
In questi casi potresti forse soffrire di emofobia, paura trattata nel DSM-5 come una fobia specifica.


L’emofobia è quindi la paura del sangue in quanto la parola è di derivazione greca, cioè dalle parole aima=sangue, e phobos=paura.

Può capitare a tutti di provare disagio alla vista del sangue, dipende sempre dalla situazione, ma per alcune persone questo disagio è una vera e propria paura che può creare problemi nella vita quotidiana, come quando ad esempio ci si deve recare a fare un analisi del sangue.

I sintomi dell’emofobia

I sintomi fisici dell’emofobia sono in linea di massima i classici sintomi di altre fobie, come ad esempio la paura dei cani:

  • Sudorazione fredda
  • Tachicardia
  • Dolori al petto
  • Nausea e vertigini
  • Respirzione pesante

I sintomi di natura psicologica invece possono essere:

per chiarire meglio l’ultimo punto, possiamo dire che la reazione vasovagale, o sincope vasovagale, ha la caratteristica di una temporanea perdita di coscienza come conseguenza di uno scarso afflusso di sangue la cervello.
Nei casi di emofobia, questo mancato afflusso è provocato dalla situazione di stress e paura dovuti alla vista del sangue.

Quante volte è capitato ad un uomo di svenire in sala parto finché era accanto alla moglie? Ecco, quello è probabilmente uno svenimento da sincope vasovagale.

Chi può avere la fobia del sangue?

Tra i fattori di rischio dell’emofobia possiamo trovare tre categorie in cui identificare possibili persone a rischio di paura del sangue:

  • Conseguenza di traumi.
    Un grave incidente personale o di amici/parenti dove si è perso molto sangue con un’emoraggia intensa.
  • Genitori troppo ansiosi e protettivi.
    Una paura può anche essere trasmessa tramite i comportamenti da un genitore ad un figlio.
  • Fattori caratteriali.
    Una persona emotiva potrebbe sviluppare una fobia del sangue.


A che età può presentarsi l’emofobia?

Durante l’infanzia si sviluppano le classiche fobie come la paura del buio, la paura degli estranei, la paura dei cani, tutte paure tipiche di un bambino tra i 3 ed i 6-7 anni insomma, mentre l’emofobia compare in un età più avanzata, tra gli 8 ed i 15 anni, diciamo da ragazzini più che da bambini.

Statisticamente l’età media di chi sviluppa l’emofobia da bambini è di 7/8 anni per le bambine e 9 anni per i maschietti, e
nei bambini dove si presenta, le manifestazioni tipiche sono piagnistei, aggrapparsi al genitore, provare a nascondersi.


Emofobia: come superare la paura del sangue?

Tenendo conto che molto spesso l’emofobia è presente in forme lievi, nella maggioranza dei casi ci si può convivere senza grossi problemi, mentre nel caso di fobie più gravi e patologiche allora la terapia più adatta, come nella maggior parte delle fobie, è la terapia cognitivo comportamentale, dove verranno man mano affrontate le paure, verranno capiti i pensieri negativi che vanno a formare questa paura del sangue per poi andare a modificare questi schemi di pensiero.

Nei casi lievi invece si può provare a seguire uno di questi consigli:

  • Reagisci alla tua paura.
    Nel caso ad esempio della paura di dover affrontare gli esami del sangue, informati su dove trovare bravi infermieri (sono tutti bravi…), o dove trovare cliniche con sale d’aspetto accoglienti, decidi tu insomma dove e quando, in modo da essere tu il padrone della tua paura e non il contrario
  • Allenati.
    Cercate ogni tanto di visualizzare, o proprio guardare, immagini di sangue, cercate di affrontarle, un po’ alla volta avrete dei miglioramenti.


Se soffri di emofobia grave, consulta il tuo medico o un bravo psicologo e psicoterapeuta, troverai il giusto supporto per uscirne.

Alla prossima,
Lo Psicologo Veneto.

Psicologo veneto