Disturbo dissociativo di personalità

Disturbo dissociativo di personalità

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Disturbo dissociativo dell’identità, sintomi, cause e conseguenze.

Il disturbo dissociativo di personalità o dell’identità, detto anche DDI, ha la caratteristica di presentare nello stesso soggetto almeno due distinte personalità diverse e indipendenti, si tratta quindi di un disturbo di personalità multipla.

Queste identità si alternano nel soggetto prendendone il controllo l’una o l’altra, dipende dalle situazioni, e sono entrambe all’oscuro dell’esistenza dell’altra.
Questo significa che la persona affetta da disturbo di personalità non ha la minima idea di avere due coscienze, modi diversi di pensare e di agire in base a “chi” si impossessa di lui.

Il disagio che si prova a livello sociale e di relazione, sia nella sfera privata che in quella lavorativa è indubbio una delle maggiori conseguenze, questo perché uno dei sintomi caratteristici è l’amnesia dissociativa, e questo rende complicato per chi ne soffre capire cosa ha scatenato taluni comportamenti, sia suoi che dei conoscenti, amici e colleghi.

Purtroppo questo disturbio è gravemente invalidante, in quanto cronico e pericoloso, spesso viene associato a disturbi depressivi gravi o anche al disturbo borderline di personalità.

Vediamo nel dettaglio cosa tratteremo in questo articolo:


Disturbo dissociativo d’identità e DSM-5

Il DSM-5 stabilisce che il disturbo dissociativo di personalità o di identità, il DDI, per poter essere diagnosticato deve avere determinate caratteristiche. Eccone una sintesi:

  • Vi devono essere almeno due distinte e diverse personalità, discontinuità del senso di agency, comportamenti discontinui e diversi.
  • Dimenticanze o amnesie ricorrenti.
  • Problemi di relazioni sociali e lavorative.
  • I sintomi non dipendo dall’abuso di sostanze.


Disturbo Dissociativo di personalità, sintomi e manifestazioni

Come detto prima, una delle caratteristiche del DDI è la presenza di amnesie dissociative, ed infatti il disturbo dissociativo d’identità lo possiamo suddividere tra:

  • Amnesie dissociative
    Vuoti di memoria su fatti vissuti, sia di vita passata come episodi importanti dell’infanzia o anche di vita recente, con fatti anche di giornata non ricordati.
    Può capitare in casi gravi che ci si dimentichi anche di come si fanno cose ormai date per scontate, come ad esempio guidare un automobile.
    Legate alle amnesie vi sono le fughe dissociative, cioè ci si trova all’improvviso ad essere in un posto senza rendercene assolutamente conto.
  • Alterazioni nel senso di agency
    Incapacità di agire nel contesto in cui ci si trova con forte discontinuità della consapevolezza di se stessi, ci si trova estranei nel proprio corpo, si prova la sensazione di non vere il pieno controllo di se, ci si trova a dire e fare cose senza esserne consapevoli.
    Immaginate quanto possa essere sconcertante e paurosamente destabilizzante vivere una tale situazione.


Come riconoscere un Disturbo Dissociativo dell’identità?

La depressione è una delle prime manifestazioni tangibili, unita a paure e fobie, attacchi di panico, forte stress e ansia, spesso taluni soggetti hanno anche tentato il suicidio nel tentativo di “eliminare l’altro“.
Poi ovviamente le continue amnesie o addirittura fughe dissociative sono, unite agli altri sintomi, prove abbastanza valide per ritenere di avere di fronte un paziente con Disturbo Dissociativo dell’Identità.

Tra uomini e donne si possono fare alcune distinzioni, nel senso che mentre gli uomini hanno più manifestazioni violente, le donne tendono di più ad avere casi di fuga dissociativa e amnesie.

Un altra manifestazione tipica, anche qui maggiormente nel sesso femminile, sono le allucinazioni, soprattutto quando ci si sente “nel corpo di qualcun’altro” e sembra di vivere una vita non nostra.


Le cause del Disturbo Dissociativo di personalità

Il DDI, disturbo dissociativo di identità o di personalità, di solito lo si può trovare in persone che durante l’infanzia hanno subito forti traumi psicologici e conseguente stress emotivo.
Secondo statistiche, la quasi totalità di chi soffre di DDI ha subito abusi o traumi da abbandono durante l’età evolutiva, oppure hanno subito gravi perdite e/o lutti come la morte di un o entrambi i genitori.

Durante l’età evolutiva taluni traumi influiscono in maniera determinante sullo sviluppo della propria identità, sulla cognizione di se.
Lo sviluppo di una doppia personalità può considerarsi come una reazione a dei ricordi inconsci, ad abusi o traumi subiti, una specie di fuga da se stessi e dal proprio passato:
Mi distacco da me stesso e da quel che ho subito.

Questo non significa che tutti i bambini con traumi psicologici e/o abusi debbano forzatamente sviluppare questo disturbo da adulti.
Se un bambino con un tale vissuto riesce a trovare per tempo chi se ne prende cura con vero amore, gli sa trasmettere quella serenità e affettività non avuta prima, allora la percezione dell’io e la consapevolezza di se stessi diventa forte e questa probabilità diminuisce fortemente.


Disturbo Dissociativo di personalità, come curarlo?

Psicoterapia, ecco in una sola parola qual’è il metodo per trattare il disturbo dissociativo dell’identità.

Ovviamente all’interno della psicoterapia non esiste un solo approccio, vi sono diverse metodologie ed ogni psicoterapeuta può usare l’una o l’altra anche in base al tipo di percorso di studio e specializzazioni fatte.

Lo scopo della psicoterapia resta comunque quello di portare il paziente a condividersi con le diverse identità portando queste a “conoscersi per poi trovare compromessi e risolvere i conflitti tra le diverse personalità.

Il metodo che comunque risulta essere il più usato è quello della terapia cognitivo-comportamentale.
Il trattamento cognitivo serve per modificare gli schemi di pensiero negativi, migliora le reazioni allo stress ed alle reazioni impulsive, aiutando a gestire meglio l’ansia e le crisi.

All’inizio si punta a rinforzare la coscienza di se del paziente, a stabilizzarlo, aumentare la propria autostima e sicurezza di se, rendendolo più forte di fronte ad ansia e stress aiutandolo nel controllo di se.
Questo lo aiuta nelle relazioni interpersonali e nella gestione quotidiana della sua vita.
A volte si affianca la lettura di libri, cercando attraverso la biblioterapia di fornirgli nuove esperienze emozionali che possano aiutarlo.

In seguito a questa prima fase di assestamento del soggetto, si passa all’elaborazione dei traumi scatenanti, a scavare nel passato si potrebbe dire, aiutando il paziente ad affrontare ansia, dolore e stress dovuto al fatto di rivangare certi ricordi che erano stai forzatamente nascosti per molto tempo.

Questa esposizione forte ai ricordi traumatici permettono al paziente di capire e metabolizzare che quei ricordi sono il passato, che il presente è diverso ed in mano sua, e questo attraverso la ristrutturazione cognitiva.

Alla fine dell’intero trattamento cognitivo, il paziente con disturbo dissociativo di personalità si ritrova ad avere una più solida conoscenza e consapevolezza di se, ha imparato a relazionarsi meglio con gli altri, dimentica il passato, o meglio lo affronta con serenità, e si proietta nel vivere il presente ed il futuro con maggiore stabilità.

Psicologo veneto