Disturbi specifici dell’apprendimento

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Il disturbo specifico dell’apprendimento, come riconoscerlo, cosa fare?

Il DSA, disturbo specifico dell’apprendimento, è un disturbo che compare in età scolastica ed ha appunto la caratteristica di mostrare da parte del bambino difficoltà nell’apprendere ed il rendimento scolastico non è al pari dei coetanei.

Nel DSM-5 questo disturbo è classificato come disturbo del neuro sviluppo e può essere diagnosticato solo se si presenta per almeno sei mesi.

Il disturbo specifico dell’apprendimento si manifesta sia nella lettura che nella scrittura e nel calcolo matematico, ed è proprio questa specificità che rende questo disturbo di difficile diagnosi iniziale, in quanto il bambino presenta un normalissimo quoziente intellettivo ed un quadro familiare e neurologico normale.

Il DSA quindi non è un problema intellettivo ma è un problema neurologico che causa un disturbo cognitivo, cioè che le informazioni ricevute non sono poi correttamente capite ed elaborate.

Vediamo nel dettaglio di cosa tratta l’articolo:


Disturbi specifici dell’apprendimento come riconoscerli

Quante volte avete sentito la frase “è intelligente, ma non si applica”?
Spesso vero? magari rivolta a voi stessi nella vostra infanzia.

Il bambino con DSA in realtà non è che non si applica ma ha difficoltà di apprendimento, ed il fatto di non riuscire nonostante gli sforzi crea nel bambino disagio e calo dell’autostima, motivo per cui una diagnosi precoce è molto importante.
Da non confondere assolutamente i disturbi specifici dell’apprendimento con altri disturbi dell’infanzia, come ad esempio il disturbo da deficit di attenzione

Tra i sintomi dei disturbi dell’apprendimento e caratteristiche tipiche troviamo:

  • I bambini con DSA si distraggono facilmente, fanno fatica a concentrarsi su una cosa
  • Percezione visiva e/o motoria difficoltosa, ecco perché sembrano “distratti o lontani”
  • Elaborazione linguistica difficoltosa, pensa che siano gli altri troppo veloci
  • Difficoltà nel leggere e quindi capire ed interpretare un testo, confonde le lettere p,d,b,q
  • Difficoltà nel “raccontare.
    Un bambino con DSA fatica a svolgere due processi cognitivi contemporaneamente, cioè ricordare una cosa e raccontarla.

I disturbi specifici dell’apprendimento riguardano tre aree:

  • Disturbi della lettura
  • Disturbi della scrittura
  • Disturbi del calcolo

Vediamo ora nel dettaglio di cosa si tratta


Disturbo della lettura: Dislessia

Che cos’è la dislessia?

La dislessia fa parte dei DSA e consiste nella difficoltà nel leggere in maniera fluida.
Un bambino dislessico riesce a leggere, ma con sforzo enorme e questo porta a perdersi durante la lettura e fare errori.

La dislessia non va confusa con problemi sensoriali o deficit intellettivi e spesso va a braccetto con disortografia e disgrafia, problemi inerenti la scrittura.
Ancora oggi fare una diagnosi di dislessia è difficoltoso ma si calcola che in Italia sia un problema che tocca circa il 4% degli scolari di elementari e medie.


Come vede un dislessico?

Dan Britton, designer dislessico, ha voluto disegnare un font che riproduca non tanto come vede un dislessico, ma la difficoltà che prova un dislessico nel leggere.

A 18 anni, al liceo, andava bene solo in materie come disegno e scienze, ma quando gli fu diagnosticata la dislessia si capì che non era a causa di uno scarso quoziente intellettivo, bensì perché leggeva e scriveva come un bambino di 10 anni.

Ecco quindi le lettere da lui disegnate:

Dan-Britton-Font-Dislessia
Dan Britton, il font per far capire le difficoltà di un dislessico


Disturbi della scrittura

Disgrafia

Cos’è la disgrafia?

La disgrafia è una difficoltà di riprodurre segni alfanumerici, legata a problemi motori che impediscono al bambino di rendere automatici i movimenti per scrivere.

Riguarda quindi la grafo motoria, il bambino fatica ad impugnare correttamente la penna, non percepisce correttamente lo spazio dei fogli, alterna lettere grandi a lettere piccole, rendendo così la scrittura di difficile comprensione.


Disortografia

Cos’è la disortografia?

La disortografia, non è un problema “meccanico” come nel caso della disgrafia, ma è un disturbo legato all’ortografia, presentando difficoltà nel tradurre i suoni, le frasi ascoltate, in parole scritte.

La Disortografia è uno dei disturbi specifici dell’apprendimento che riguarda la componente costruttiva della scrittura, legata quindi agli aspetti linguistici, e consiste nella difficoltà di scrivere in modo corretto da un punto di vista ortografico.

Il bambino disortografico presenta una difficoltà nell’applicare le regole di conversione dal suono alla parola scritta e quindi a riconoscere i suoni che compongono la parola, a individuare le regolarità o irregolarità ortografiche e a individuare il corretto ordine con cui questi elementi si compongono.

In pratica, un bambino disortografico salta le lettere, sbaglia le doppie, gli accenti e la punteggiatura.

Purtroppo l’era del digitale, di internet, dei social media e dei linguaggi usati in questi ambiti (pensiamo ad esempio alla parola “perché” sostituita con “xché”, o la parola “che” sostituita da “Ke”) ha fatto si che la percentuale di ragazzi disortografici sia in aumento, si parla addirittura di stime verso l’8% di bambini e ragazzi in età scolare.


Disturbi del calcolo: la Discalculia

Cos’è la discalculia?

La discalculia è la difficoltà nell’usare i numeri nelle operazioni di calcolo, e un bambino discalculico (che brutta parola) ha prestazioni scolastiche nell’ambito aritmetico sotto il livello medio rispetto alla classe frequentata.

Un bambino con problemi di discalculia fa fatica a posizionare correttamente i numeri a compararli, ad associare un numero ad una quantità, a usare le tabelline.

Molto spesso la discalculia si manifesta insieme alla dislessia, ed è un disturbo che nulla ha a che fare con lesioni neurologiche o componenti genetiche, come potrebbe essere per la sindrome di Asperger.

La discalculia si suddivide in :

  • Discalculia primaria: Disturbo delle abilità aritmetiche e con i numeri.
  • Discalculia secondaria: Si associa alla dislessia

Alcuni problemi tipici di un bambino con discalculia:

  • Difficoltà a scrivere numeri quando dettati
  • Difficoltà nelle progressioni numeriche, ascendenti e discendenti
  • Problemi nell’associare un numero ad una quantità
  • Difficoltà nel capire e risolvere i dati di un problema
  • Problemi con le tabelline
  • problemi nello scomporre un numero in decine e unità
  • problemi nella coordinazione dei movimenti


Discalculia, cosa fare?

Alcuni consigli per aiutare un bambino con discalculia possono essere:

  • aiutarli attraverso l’uso della mani, con materiali manipolabili (plastilina) per chiarire meglio i concetti di base.
  • Spiegare i concetti con parole il più semplice possibile, e lentamente.
  • Far fare molta pratica
  • Usare giochi semplici per coinvolgere


Disturbi specifici dell’apprendimento, quali terapie?

Quando si prova un trattamento per i DSA, bisogna non solo intervenire nel singolo disturbo, ma bisogna occuparsi anche della sfera relazionale del bambino, della sua emotività, della sua fragilità psicologica, perché trovarsi ad essere “diversi” dai tuoi compagni può essere traumatico e pesare sull’autostima di un bambino.

Questo significa che oltre ad avvalersi di personale specializzato nel trattamento di un disturbo dell’apprendimento, è utile affiancare anche una terapia cognitivo comportamentale o un sostegno psicologico per prevenire o trattare eventuali disagi vissuti dal bambino.

La diagnosi deve essere fatta solitamente entro i 7 anni di età per intervenire per tempo con metodi educativi appropriati ed adeguati alle esigenze del bambino, e deve essere fatta da personale qualificato attraverso dei test specifici.

Alla prossima,
Lo Psicologo veneto

Psicologo veneto

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