Categoria Psicologia della personalità

Come curare la depressione

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Depressione e ansia, due problemi del nostro tempo che spesso vanno a braccetto e sono tra loro connesse. Spesso si parla di sindrome ansioso-depressiva o ancora di depressione ansiosa, questo proprio perché i due disturbi sono correlati l’un con l’altro, infatti circa il 30% degli stati depressivi si presenta molto prima sotto forma di ansia.

DEPRESSIONE, CAUSE E RIMEDI

Depressione, i primi studi

Negli anni 70, i primi ricercatori a porsi domande sulle cause ed i rimedi possibili ai disturbi mentali furono ovviamente gli Americani.
Essi stilarono il primo manuale sui sintomi dei disturbi mentali, il famoso DSM.

In quel periodo era nata l’ipotesi che la causa della depressione fosse la carenza di serotonina, un problema quindi fisiologico e non psicologico

Cos’è la serotonina?

La serotonina, detta anche “ormone della felicità” o ancora “ormone del buonumore” è un ammina, un neurotrasmettitore che favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi.

La serotonina ha mostrato una relazione diretta con i livelli dell’umore e con altre funzioni dell’organismo, per questo la sua mancanza o carenza è stata associata alla depressione.

SINTOMI DELLA DEPRESSIONE

Secondo il DSM-IV bisogna che almeno 5 dei sintomi dichiarati tra quelli che causano la depressione siano presenti da almeno 2 settimane.
Uno dei sintomi devono essere “umore depresso” o “perdita di interesse o piacere“.

  • Umore depresso per la maggior parte del giorno
  • Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte le attività
  • Astenia, affaticamento o mancanza di energia
  • Significativa perdita o aumento di peso, in assenza di una diete specifiche
  • Insonnia o ipersonnia
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Disturbi psicosomatici
  • Disturbi d’ansia (attacchi di panico)
  • Sentimenti di autosvalutazione, impotenza, rassegnazione
  • Ricorrenti pensieri di morte con elaborazione del suicidio

Ecco quindi come si manifesta la depressione.
Nel tempo poi è stato scoperto che molti di questi sintomi erano associati a particolari eventi dolorosi come ad esempio l’elaborazione di un lutto in famiglia.
La comparsa di questi sintomi, anche per tempi lunghi, NON era associata a nessuna disfunzione o carenza di serotonina.

Alcuni psichiatri si convinsero che con il giusto dosaggio di farmaci regolatori della serotonina, anche per questi pazienti la terapia farmacologica fosse efficace.
Si, era efficace, solo all’inizio però, perché i medicinali fungevano da sedanti, ma passato il primo periodo la “depressione da lutto” tornava.

Presso l’università di Harvard, però, c’era un certo professor Kirsch secondo il quale le società farmaceutiche non erano completamente trasparenti per quel che concerne i test e gli studi fatti sui farmaci anti depressivi. Da una sua ricerca venne fuori che l’efficacia di tali farmaci non era così alta e che circa due terzi dei pazienti curati farmacologicamente dopo un anno erano al punto di prima, o quasi.

Il prof. Kirsch si convinse che fosse solo un metodo per vendere farmaci e null’altro.

Per anni si è sempre puntato a curare la depressione partendo dal presupposto che la causa fosse organica, fisica, mentre nel tempo è maturata l’idea che l’uomo non è fatto di sola materia ma anche di pensiero e i bisogni psicologici contano tanto quelli psicologici.

L’uomo, ad esempio, non ha bisogno solo di mangiare, bere, respirare, ecc. ma ha anche bisogno di sentirsi al sicuro, ha bisogno di affetto, ha bisogno di sentirsi utile, ecc.

Ecco perché nella società moderna i casi di depressione sono molti più che in tempi remoti.
Viviamo nella società del consumo, dove l’usa e getta vale anche per l’essere umano, dove perdere il lavoro è all’ordine del giorno, dove le persone contano meno di zero.

Vengono a mancare le basi psicologiche per un vivere sano, mancano le certezze.

DEPRESSIONE CURE E RIMEDI

Ecco quindi che entra in gioco la psicoterapia, l’unica cura oggi davvero efficace per la depressione in quanto aiuta ad elaborare nuovi schemi di pensiero, un nuovo modo di pensare e affrontare la vita con i suoi problemi quotidiani.
Essere depressi quindi non significa avere una malattia fisica, non è solo “mancanza di serotonina”, ma è sopratutto è un segnale che uno dei nostri bisogni psicologici non è sufficientemente alimentato e soddisfatto.

Ovviamente in taluni casi l’aiuto dei farmaci può coadiuvare la psicoterapia in quanto i farmaci per la depressione funzionano tramite “stimolo chimico” delle reti nervose, e alcuni anti depressivi aiutano anche nei casi con dolore cronico.

Ovviamente non si può ricorrere all’uso di farmaci alla leggera, ma bisogna valutare caso per caso con l’aiuto di un bravo psicologo e psicoterapeuta.

DEPRESSIONE SINTOMI FISICI

Abbiamo appena accennato ai dolori fisici associati alla depressione.
Spesso questi sintomi vengono sottovalutati perché l’associazione mentale dolore fisico/depressione non è semplice da interpretare.

Tra i sintomi fisici della depressione possiamo trovare:

  • mal di testa
  • emicranie
  • dolori al torace
  • mal di schiena
  • insonnia
  • bruciori di stomaco
  • problemi digestivi

Prestate attenzione quindi quando a qualche sintomo tipico della depressione si accostano anche sintomi fisici, i più evidenti sono appunto emicranie e mal di testa.

DEPRESSIONE E BATTERI INTESTINALI

Tu sei quello che mangi sentiamo spesso dire, magari anche in TV da qualche strano santone, eppure questa frase ha un fondo di verità anche per quel che riguarda lo stato umorale di una persona.

E’ stato infatti scoperto dai ricercatori dell’università di Oxford che il consumo di cibi prebiotici ha un effetto naturalmente anti depressivo.

Depressione: cibi prebiotici e cibi probiotci, cosa sono?

I cibi prebiotici e probiotici altro non son che cibi funzionali al nostro stato di salute, che hanno effetti positivi sul nostro corpo e quindi sulla mente.
La locuzione latina mens sana in corpore sano indica che forse qualche tempo fa la sapevano molto lunga in merito.

  • Cibi probiotici: contengono micro organismi che interagiscono con il nostro coro (Yogurt)
  • Cibi prebiotici: Non digeribili, che favoriscono quindi l’attività della flora intestinale.

E’ stato osservato che il consumo in giuste dosi e tempi di cibi prebiotici hanno un effetto simile agli anti depressivi, ed uno studio della UCLA university ha trovato un legame tra le funzioni della mente e i batteri ingeriti con cibi prebiotici.

Farmaci depressione

FARMACI ANTI-DEPRESSIVI: SERVONO DAVVERO?

Come da articoli pubblicati anni fa anche su Repubblica e sull’Espresso, il professor Kirsch sostenne appunto che i farmaci non funzionano come vorrebbero farci credere, ma ad influenzare il nostro cervello è innanzi tutto il nostro stile di vita.

Secondo Kirsch la quasi totalità degli effetti di questi farmaci è dovuto all’auto-suggestione, il famoso effetto placedo per intenderci.

Kirsch afferma che la psicoterapia sia più efficace dell’uso dei farmaci, in quanto a lungo andare la psicoterapia ha un effetto duraturo nel tempo, mentre con i farmaci c’è sempre il rischio di ricadute.

Curare la depressione senza farmaci

Si può curare la depressione senza farmaci?
Esistono rimedi naturali per curare la depressione?
Proviamo a scoprirlo.

Curare la depressione con un alimentazione sana

E’ ormai provato che una sana e corretta alimentazione aiuta a sentirsi meglio e stabilizza l’umore.

Poco zucchero e tanti sali minerali e vitamine aiutano sicuramante, quindi evitate di mangiare troppi dolcetti e caramelle, cercate di mangiare sano, magari cibi ricchi di magnesio e vitamine del gruppo B.

E i grassi?
Fanno bene quelle del pesce, il famoso omega 3, presente anche nelle noci, quindi mangiare pesce fa bene al corpo ma anche alla mente, mentre cercate di tenere lontano quelli troppi grassi (saturi) che non vi aiutano nel restare concentrati sul lavoro, o ancora peggio durante lo studio.

Una dieta equilibrata vi può perciò aiutare a tenere sotto controllo il vostro umore, quindi:

  • carboidrati in giusta dose (non mangiatevi due etti di pasta!)
  • I grassi, quelli giusti, omega 3, e tenete a bada il colesterolo!
  • Pochi zuccheri
  • calorie, quelle che servono, no alle abbuffate.
  • Stimolanti e integratori, evitiamo troppi caffè o energy drink.
  • Alcol, poco e solo a pasto.
  • State attenti al glutammato (dado da cucina e insaporitori vari) che è un eccitante.
  • bibite: il gingerino ha il colorante e120: anch’esso è un eccitante

La tiramina, se la conosci la eviti

La tiramina è una feniletilammina che si crea in seguito a ossidazione e/o fermentazione, si trova quindi in cibi mal conservati o nei cibi come formaggi stagionati, salumi, yogurt, vini invecchiati, banane troppo mature.
Può provocare aumento dei battiti cardiaci e mal di testa, evitate quando potete cibi che possono contenere tale sostanza.

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Una bella passeggiata aiuta a contrastare lo stato depressivo

Curare la depressione con l’esercizio fisico

La depressione trova terreno fertile laddove il ritmo giornaliero non è ben regolato, come ad esempio quando si soffre di insonnia e si crolla nel pomeriggio per una pennichella.

In tal senso, per regolare le giornate, possono essere utili esercizi aerobici che aiutano a tonificare il sistema cardiovascolare.
L’attività motoria in generale favorisce il rilascio di endorfine, le quali hanno proprietà analgesiche.

Oltre a fare esercizi di un certo tipo può anche essere sufficente fare delle belle camminate, possibilmente in mezzo alla natura.
bastano pochi minuti al giorno di sana camminata (per sana si intende una camminata non frenetica, senza problemi di orario ad esempio).

Non è comunque detto che se fai esercizio fisico sei immune alla depressione, però è confermato che chi non lo fa ne è più predisposto.

Questo è confermato anche da studio, come pubblicato anche dall’ANSA, condotto dal Black Dog Institute, associazione no-profit che si occupa di depressione. Questo studio è stato fatto su circa trentamila norvegesi ed ha appurato che il 44% delle persone che non fanno attività fisica sono maggiormente a rischio depressione.

Il professor Harvey, che si è occupato della ricerca, ha affermato infine:

«Con lo stile di vita sedentario che è sempre di più la norma in tutto il mondo e con le percentuali di depressione in crescita, i risultati della nostra ricerca risultano quanto mai pertinenti in quanto sottolineano che anche piccoli cambiamenti nel proprio stile di vita possono produrre significativi benefici nella salute mentale».

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meditare è utile per combattere la depressione

Curare al depressione con attività rilassanti

Staccare la spina è fondamentale per una persona sana, figuriamoci nel caso di persone depresse.
Abbandonarsi ad altro senza pensare e ripensare al proprio stato è rigenerante per le nostre funzioni cerebrali.

Esistono tecniche di rilassamento, tra cui le più famose:

  • meditazione
  • shiatsu
  • training autogeno
  • yoga

La meditazione consiste nel riuscire, ad occhi chiusi, a concentrarsi
su un punto, io di solito cerco di visualizzare una parete bianca.
In tal modo mettiamo appunto “in silenzio” tutte quelle voci di sottofondo che a volte ci inquietano.

Lo shiatsu invece è un arte giapponese che stimola l’auto guarigione attraverso delle pressioni su precisi punti del corpo. E’ una tecnica che aiuta e stimola il rilassamento.

Il training autogeno invece è una vera e propria tecnica di rilassamento sviluppata negli anni trenta dallo psichiatra tedesco Schultz.

Per quel che concerne lo Yoga invece dovremmo andare nella lontana india per capirne veramente il significato, a noi basta sapere che l’uso moderno/contemporaneo dello yoga è finalizzato a tecniche di rilassamento soprattutto attraverso la regolazione della respirazione.

Se quindi avete il dubbio di avere anche vagamente uno stato depressivo, prima di affogarvi di farmaci provate ad andare da un bravo psicologo e psicoterapeuta, ne avrete senza dubbio giovamento.

antidepressivi naturali: curare la depressione con le erbe

Fin dai tempi più antichi le erbe medicinali venivano usate per gli scopi più vari, dalla cura per il mal di stomaco fino al rimarginare ferite e tagli.

Nell’antica Grecia Ippocrate formulò la “teoria dei quattro umori“, affermando che nel corpo umano coesistono appunto quattro umori:

  • Sangue
  • Flemma
  • Bile gialla
  • Bile nera

Questi quattro umori erano a sua volta responsabili di caldo, freddo secco e umido, e avevano bisogno di essere riequilibrati con l’uso di erbe medicinali.

Questa ed altre teorie si sono propagate nei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri, e ora anche malattie come la depressione si possono curare o almeno in parte contrastare con l’uso di alcune erbe officinali.

Sappiamo infatti che tra le cause della depressione vi sono anche problemi come ad esempio l’insonnia e i disturbi alimentari, che con l’uso appropriato di alcune erbe officinali si possono contrastare.
Alcune piante officinali si possono quindi usare come antidepressivi naturali.

Curare la depressione con le erbe: quali usare?

Facciamo una breve panoramica delle tre piante officinali più usate per curare la depressione:

  • Griffonia
  • Rhodiola rosea
  • Iperico

Griffonia

La Griffonia è una delle principali piante usate per contrastare la depressione, è una pianta tropicale/africana e le sue proprietà benefiche stanno nei semi che contengono la sostanza 5-THP.

Cos’è il 5-THP?

Partiamo dalla Serotonina, il cosi detto “ormone della felicità“:
Sappiamo che la serotonina è associata ad alcune forme depressive quando si riscontra un suo livello troppo basso, e la Serotonina deriva dalla trasformazione da parte di un enzima del 5-idrossi-triptofano, cioè il 5-THP.

Assumere questa sostanza ricavata dalla Griffonia può quindi aiutare a contrastare alcune forme depressive agendo appunto sul livello di serotonina.

Rhodiola rosea

La Rhodiola rosea, chiamata così perché richiama il profumo delle rose, è detta anche radice d’oro, in quanto proprio nella radice sta la parte “medicinale”
Usata nei paesi scandinavi da secoli ha un effetto simile ad una droga, in quanto aiuta a non sentire la stanchezza ed aumenta la resistenza fisica.

con il tempo si è scoperto che ha una forte influenza al sistema nervoso centrale agendo da antistress e anti depressivo naturale, in quanto stimola la produzione di adrenalina, dopamina e serotonina.

Iperico

Dall’iperico, detto anche “pianta del sorriso“, si estrae l’ipericina, la quale è un forte antidepressivo naturale, ed è per questo che può essere usata per contrastare alcune forme di depressioni o stress.

E’ una pianta conosciuta per le sue proprietà fin dal medioevo e veniva già allora per curare gli stati d’ansia.

Rispetto all’uso dei medicinali tradizionali, l’iperico non agisce subito, ma dopo qualche settimana, ed un suo uso ha dimostrato un miglioramento umorale in molti pazienti.

Oltre alle tre piante nominate vi sono tanti tipi di erbe adatte per contrastare depressioni minime o ansie.
Tra questo elenco di piante, troviamo:

  • melissa
  • passiflora
  • tiglio
  • Valeriana
  • Passiflora
  • Biancospino

Queste erbe hanno un effetto rilassante e funzionano piuttosto bene soprattutto per combattere l’insonnia da ansia, e per un effetto maggiore si consiglia l’uso in capsule.
Attenzione a non eccedere con la valeriana, la quale se usata in dosi massicce può fungere da eccitante.

bibliografia

  • http://www.psychologytoday.com/blog/complementary-medicine/200808/eliminate-depression-naturally
  • La Mente in Fiamme – Un nuovo approccio alla depressione – Edward Bullmore
  • Huibers J., Vincere l’ansia con le piante medicinali, Hermes Edizioni, 1989, Roma;
  • Marchina J.C., Ansia, Depressione ed altri disturbi psichici curati con le piante, IPSA Editore snc, 1989, Palermo;
  • La Fine del Buio – Johann Hari

Lo Psicologo Veneto.

narcisismo patologico

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Il narcisista perverso: come riconoscere una personalita narcisistica

Il termine “narcisismo” deriva dalla storia del mito greco di Narciso.
Narciso era un giovane bello e affascinante che secondo il mito rifiutò l’amore della ninfa Eco.
Per punizione Narciso fu destinato a innamorarsi perdutamente e per sempre della propria immagine riflessa nell’acqua.


Innamorato di se stesso insomma, vi dice niente?


Narciso, non potendo rendere il suo amore reale, fisico, vivo, si specchia nell’acqua per ore e ore fino a perdersi e alla fine viene mutato in un fiore, quello che ancora chiamiamo narciso e spunta con l’inizio della primavera.

narciso quindi è sinonimo di eccessivo amor proprio, problema che solo recentemente è stato riconosciuto dal punto di vista psicologico.

Il narcisismo patologico fa si che Il narcisista perverso è bugiardo, manipolatore e presuntuoso, si sente migliore degli altri, ma soprattutto è cattivo, proprio perché perverso.
Manipola gli altri a suo vantaggio, ti fa compiere azioni convincendoti che siano per il tuo bene mentre è solo per scopi puramente personali.

Il narcisista perverso non si sente mai in colpa, fa finta di amare e usa il ricatto affettivo (“fallo per me, se mi ami”) per ottenere quel che vuole.
Ma cosa fa veramente un narcisista perverso?

  1. Usa, come detto prima, il ricatto affettivo in maniera subdola, accompagna spesso le sue richieste con “se mi ami”, non ha pietà della sua preda perché in realtà ama solo se stesso.
  2. E’ invadente. Si impiccia sempre degli affari dell’altro cercando di influenzarne sempre le scelte.
  3. Mira a denigrare il partner, con l’obiettivo i annientarne l’autostima, avendo così il pieno controllo delle decisioni.
  4. E’ gentile quando serve… a lui. Insomma, vi lusinga, vi fa regali, ma solo per abbindolarvi.
  5. Vi scarica addosso tutte le colpe di eventuali problemi, anche di coppia.

Quando siamo di fronte ad un manipolatore perverso ce ne accorgiamo dalle critiche continue, dal modo anche troppo gentile in certi momenti prima di fare richieste, dal modo che ha di umiliare il partner di fronte ad altri.

Insomma, una persona che definire cattiva è il minimo.

Significato di narcisismo

L’enciclopedia Treccani definisce il narcisismo l’atteggiamento di una persona che mette se stesso al centro disprezzando invece gli altri.
Il termine narcisismo fu introdotto nel 1898 in ambito sessuologico dallo psichiatra tedesco H. Ellis (1859-1939).

Sempre secondo Treccani, in psicoanalisi il narcisismo può anche essere definito come uno stato normale, che solo quando interferisce in modo serio con la relazione affettiva (e sociale), allora può sfociare in patologia.

In Psichiatria invece può essere considerato come un disturbo della personalità (esibizionismo, sfruttamento degli altri, manipolatore).

In sintesi il narcisista altro non è colui che si dedica pienamente a se stesso in maniera maniacale, e culmina in narcisista patologico quando usa gli altri per ottenere gratificazioni proprie.
Vero è che un po’ narcisisti lo siamo tutti, il passo per diventare problema psicologico è quando l’esagerazione diventa normalità e quindi si trasforma in disturbo narcisistico patologico

Il disturbo narcisistico della personalità

Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (link wikipedia) il disturbo narcisistico della personalità prevede che il narcisista si senta ammirato, si sente migliore e manca di empatia.

Esso tende ad essere invidioso, sente di essere speciale e pensa di poter fare meritare più degli altri alcuni privilegi, sfrutta gli altri a proprio vantaggio, vuole sempre essere al centro dell’attenzione e in caso di critiche tende a reagire bruscamente o rabbiosamente.

Il narcisista tende a non prendersi responsabilità (“vedi, colpa tua, come sempre..”) e sono competitivi.
Un narcisista vuole sempre essere al di sopra degli altri, ecco perché compete per essere il migliore, ma nel competere diventano instabili e impulsivi, agendo quasi sempre al di sopra delle righe o fuori da ogni regola.

Statisticamente, Il disturbo narcisistico della personalità colpisce in maggior parte i maschi, e sembra che la maggioranza dei casi avvenga in paesi dove il capitalismo (soldi e potere) è più sviluppato.

narcisismo e disturbi sessuali

Il narcisista non è mai innamorato.
Partiamo da questo punto di partenza.
Per il narcisista l’altra è solo un oggetto, un mezzo per arrivare a secondi fini, una persona da controllare come un gioco.

Quando deve corteggiare per raggiungere il cuore del suo obiettivo può sembrare innamorato, ma non lo è, e usa tecniche di corteggiamento sopraffine per catturare la sua preda.
Una volta conquistato “l’oggetto del desiderio” il narcisista passa alla fase finale del rapporto sessuale, per poi tornare a disinteressarsi completamente della preda. A volte addirittura scompare.

Il problema del narcisista è proprio questo, non riesce a farsi coinvolgere emotivamente, ha una forte eccitazione ma non è emotivamente coinvolto, e questo può essere per lui frustrante perché non riesce mai ad entrare in quella sfera di intimità con il partner.
Per lui, l’altra è solo un oggetto.

narcisismo patologico sintomi e cause

In breve, i sintomi si possono sintetizzare in:

  • Sentirsi speciali e migliori degli altri
  • Pensare di avere peculiarità uniche
  • Voglia di potere
  • Non sentirsi sufficentemente apprezzati
  • Sfruttamento degli altri
  • Invidia
  • Mancanza di empatia

Le cause invece le possiamo sintetizzare così:

  • Fattori ereditari (carattere familiare)
  • Fattori ambientali: poche cure (mi arrangio da solo).
  • minacce esterne
  • (autodifesa)

A cosa può portare il disturbo del narcisismo patologico?

Un narcisista difficilmente riesce a integrarsi in società, trova difficoltà ambientali sia nel lavoro che nelle relazioni sociali, il suo sentirsi migliore lo esclude anche per sua voglia, e le poche relazioni che riesce a intrattenere sono solo per opportunità.

Spesso un narcisista reagisce rabbiosamente quando non viene preso in considerazione, o almeno non quanto lui pensi di meritarsi, e anche per questo tende ad essere isolato da amici e colleghi.
Reazioni del genere possono anche costare caro, sul lavoro possono arrivare provvedimenti disciplinari e licenziamenti a causa del disturbo narcisistico, e in ambiente famigliare si può arrivare ad esempio al divorzio dopo aver logorato il rapporto di coppia.

Si può curare il Disturbo Narcisistico di Personalità?

Di solito quando un narcisista si presenta ad una terapia da uno psicologo è proprio perché ha subito una sconfitta, professionale o sociale che sia, come ad esempio la perdita del lavoro a causa del suo modo di fare.

Quando si presentano quindi non si manifestano come narcisisti, ma esprimono i loro sentimenti negativi per non riuscire a “farsi capire”.
Spesso sono colti da depressioni o attacchi di panico, soffrono di insonnia e/o incubi, e a volte sfociano nell’alcolismo.

Uno dei modi per curare il disturbo narcisistico consiste nell’usare la terapia cognitivo-comportamentale, cercando di riportare alla realtà il narcisista ristrutturando il suo modo di pensare in modo da attenuare le aspettative nei suoi confronti.

come trattare un narcisista patologico

Sei stata scottata e vuoi ferire un narcisista? vorresti saper come vendicarsi di un narcisista?

Qualche piccolo consiglio su come difendersi da un narcisista:

  • Tirati indietro quando ti cerca, evita le “coccole”, respingilo.
  • minalo nei suoi convincimenti (non sei mica così bello sai…)
  • creati una vita felice senza di lui (invidia)
  • sparisci per un po’ dalla sua vita, per farlo sentire poco importante

come ferire un narcisista perverso quindi? STAI LONTANO DA LUI, ignorarlo è il modo più semplice per ferire un narcisista nel suo io più intimo, quindi ribadisco:

  • Nessun contatto telefonico
  • Nessun scambio di informazioni tramite social network
  • Non cercarlo, ignorarlo completamente.

In alternativa, se proprio vuoi continuare a frequentarlo, un buon metodo per ferire un narcisista è ferirlo offuscando la sua autostima, dargli torto anche nei pensieri più semplici, fargli capire che lui non è più al centro della tua attenzione ma quello che fa o dice poco ti importa.

Grazie della lettura,
Lo Psicologo Veneto.

libri di psicologia

libri-psicologia

Brevi recensioni di alcuni utili libri sulla psicologia umana.

Perché leggere un libro di psicologia? quali sono i più ricercati?


Lasciando da parte i libri legati allo studio universitario usati nelle varie facoltà di psicologia , esiste un mercato misto di libri seri, semiseri e meno seri che trattano temi importanti.
Esistono ad esempio libri sulla psicologia comportamentale o ancora libri di psicologia sull’amore.

A che pro?
Per migliorare la conoscenza di se stessi, per imparare a gestire le nostre emozioni, per l’auto cura e la crescita personale.

Questa piccola guida non vuole essere una classifica, non vi parlerò dei “migliori libri di psocologia 2019” come magari troverete in altri blog e/o forum, vi segnalo semplicemente alcuni libri che ritengo utili o scritti bene, tutto qua.
E niente link verso fantomatici siti per acquistare, questo lo deciderete solo voi, se e quando.

Per sintesi e praticità i libri sono divisi in tre macro categorie:

  • libri psicologia comportamentale
  • libri di psicologia sull’amore
  • libri per capire se stessi

Libri di psicologia comportamentale

Corpo, immaginazione e cambiamento
Autori: Giancarlo Dimaggio, Paolo Ottavi, Raffaele Popolo, Giampaolo Salvatore

Questo libro di Psicologia clinica è un vero e proprio “manuale” di tecnica psicoterapeutica, scritto in maniera molto chiara, con pratici esempi ricorrendo a casi clinici con relative analisi e terapie suggerite.
Per certi versi è un vero e proprio metodo di psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Viene trattato il modo con cui interagire con il paziente per riuscire a fargli scoprire il proprio mondo, quell’io interiore difficile da scovare e interpretare.

Nessuno è perfetto. Strategie per superare il perfezionismo
Autori: Martin M. Antony e Richard P. Swinson

Avete mai avuto a che fare con un perfezionista? Uno di quelli che critica tutto e tutti perché vuole la perfezione assoluta arrivano a criticare fortemente anche se stesso? No? Beati voi.
Questo libro aiuta a comprendere come funzionano talune dinamiche nella mente di un perfezionista, ne parla in maniera leggera e a tratti direi anche con il cuore, tuttavia sempre in maniera scientifica, precisa e rigorosa.
Il perfezionismo è una forma patologica, denota rigidità verso gli altri e se stessi, ed il libro ne evidenzia e analizza gli aspetti comportamentali; inoltre nel libro vengono affrontate altre patologie (ansia, depressione, disturbi alimentari e altri disturbi) che possono coesistere o coadiuvare la patologia del perfezionismo. Una parola? Essenziale.

Libri di psicologia sull’amore

La Psicologia dell’Amore
Autore: Vera Slepoj

L’amore affrontato seguendo storia, mitologia e cultura, passando da Platone a Freud fino all’uso moderno di internet.
Questo libro ci insegna e racconta come l’amore non è solo un sentimento puro e incontrollabile, ma è soprattutto frutto e figlio dell’epoca in cui si vive, è legato in maniera indissolubile agli aspetti sociali dei tempi. L’amore inoltre è anche una necessità biologica di riproduzione consapevole e anche questo aspetto viene affrontato nel libro.
Una buona lettura, se non altro per imparare cos’è l’amore visto dalla parte più nobile del sentimento.

L’arte di amare
Autore: Erich Fromm

Un libro che definirei “pietra miliare”, che non può assolutamente mancare in una biblioteca personale, un libro che negli anni settanta ha contribuito a diffondere la tesi dell’amore come veramente dovrebbe essere : “Rispetto significa desiderare che l’altro cresca e si sviluppi per quello che è.”

“L’arte d’amare” è un libro che da speranza e infonde un insegnamento da non dimenticare, cioè che si può imparare ad amare e che non è mai troppo tardi.
L’amore non è da scambiare con il nostro bisogno di amore, bensì con l’amore che noi possiamo dare, e soprattutto il vero amore richiede umiltà.
Insomma, amare non è per tutti, ma si può imparare se davvero si vuole.

Libri di psicologia per capire se stessi

Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci felici
Autore: Daniel Goleman

Le componenti emotive guidano le nostre azioni, sempre. Questo è un dato di fatto.
Anche le azioni più razionali e motivate hanno una base emotiva.
Questo libro esplora i meccanismi che sono alla base delle nostre emozioni, ne analizza i comportamenti per farci capire dove le nostre emozioni ci possono portare se controllate con la giusta consapevolezza.

Dopo aver letto questo libro ogni lettore può comprendere meglio le proprie emozioni, capirne la natura e guidarle consapevolmente per migliorare la propria esistenza e raggiungere gli obiettivi prefissati.
In fondo noi siamo le nostre emozioni, senza di esse non saremo noi stessi, impariamo ad amarle, e a controllarle.

Autoanalisi.
Una via per scoprire se stessi e affrontare positivamente la vita
Autore Raffaele Cavaliere

Un vero e proprio percorso guidato verso l’auto-comprensione di se stessi, rende il lettore conscio dei suoi limiti ma anche delle sue potenzialità, donandogli armi e difese per affrontare meglio la vita. Realizzare veramente ciò che siamo è molto difficile, possiamo essere forti ed affrontare i problemi senza batter ciglio, ma la conoscenza del nostro io interiore può essere un ulteriore passo per migliorare il nostro modo di essere e di porci.

Breve conclusione

Con questo breve articolo non voglio assolutamente dire che questi siano i migliori libri in circolazione, ma tra i tanti questi (e tanti altri) hanno un senso di essere letti, hanno un loro cuore ed una loro anima, insegnano qualcosa di positivo e cercano soluzioni.

Alla prossima, lo psicologo veneto.