Categoria Psicologia della personalità

Il condizionamento operante

Il condizionamento operante

Il comportamentismo ed il concetto di condizionamento operante

In questo articolo proverò a spiegarvi il concetto di “condizionamento operante”, dove la mente umana può essere per certi modi plagiata per far si che ad un determinato stimolo corrisponda una reazione.

Un concetto che per chi si occupa di marketing è comune ed oserei dire fondamentale, pensiamo a tutte le pubblicità che ci dobbiamo sorbire tutti i giorni, online ed offline.

Il condizionamento operante è uno dei concetti alla base del comportamentismo in quanto è appunto un metodo di modifica del comportamento attraverso alcuni apprendimenti.

Valuteremo anche il senso di impotenza appreso in relazione allo stato depressivo, in quanto questo senso di impotenza interferisce con la motivazione ad affrontare i problemi della vita di ogni giorno e di avere una buona vita sociale.
La depressione nasce infatti anche dalla non reazione di una persona ai problemi, al lasciarsi andare perché “tanto non ci posso fare niente”.

Ecco quindi di cosa parleremo:


Le tre leggi di Thorndike

Verso la fine dell 800 un fisiologo russo, Ivan Pavlov, verificò come vi fosse una reazione nei cani sottoposti ad un certo stimolo.

In pratica, alla presenza ci cibo il cane comincia a salivare, e Pavlov provò per un certo periodo ad anticipare la ciotola di cibo con il suono di un campanello, per fare in modo che il cane associasse il suono della campanella al cibo.

Ebbene, dopo un po’ di tempo il cane salivava già alla presenza del suono, anche se non aveva ancora visto o annusato il cibo.
Era nato uno stimolo psicologico condizionato, e da questo principio di condizionamento si pongono le prime basi del comportamentismo.

Successivamente, uno psicologo statunitense, Edward Thorndike, prese spunto da Pavlov per approfondire ulteriormente gli studi, formulando infine le “tre leggi di Thorndike“.

Thorndike lavorò con i gatti al posto dei cani, ponendoli in gabbie che si potessero aprire solo facendo scattare alcuni meccanismi, e fuori dalla gabbia vi era il tanto desiderato cibo.

In questo caso non vi era uno stimolo esterno ma vi era da scoprire come uscire per poter mangiare.
Con il tempo i gatti avevano provato tutte le vie per uscire, sia quelle con esito negativo che quelle con esito positivo e con “l’esperienza” impararono ad usare solo quelle che gli permettevano di uscire e tralasciare le altre.

I gatti avevano scoperto ed imparato il concetto di condizionamento positivo e condizionamento negativo.

Thorndike quindi teorizzo le sue tre leggi:

  • legge dell’esercizio: L’apprendimento aumenta con l’esercizio
  • legge dell’effetto: un comportamento che porta effetti positivi tende a ripetersi
  • legge del trasferimento : a situazioni simili corrisponderanno comportamenti simili.


Skinner e il condizionamento operante

Anche un altro psicologo americano, Burrhus Frederic Skinner, riprese gli studi di Pavlov, ed il suo strumento di studio, fu un altra gabbietta con dentro una cavia (ratto da laboratorio), chiamata Skinner box.

La Skinner box altro non era che una gabbietta dove la cavia era libera di muoversi ed esplorare, e poteva anche compiere alcune azioni come premere una tasto o una leva.

Skinner box
La Skinner box


Taluni di questi comportamenti venivano “rinforzati”, cioè ad una determinata azione corrispondeva sempre un premio (cibo).

Il condizionamento operante consiste proprio in questo: ogni volta che un comportamento viene in qualche modo premiato, questo tenderà a ripetersi via via più frequentemente.

Se avete dei figli piccoli già sapete che se chiedete loro di sistemare i loro giochi ed in cambio gli darete un piccolo regalo (caramella?) impareranno con il tempo che se lo fanno da soli potrebbero ricevere un premio.
Ad Azione corrisponde reazione, semplice no?

Il condizionamento operante funziona quindi secondo la “legge dell’effetto” di Thorndike.


I tre elementi di Skinner

Skinner dai suoi studi definì tre elementi distintivi:

1) Il rinforzo: il premio che aumenta la possibilità che una determinata azione si ripeta.

Il rinforzo a sua volta può essere classificato secondo:

  • Valenza: positiva o negativa, quindi rinforzo positivo e rinforzo negativo.
  • Bisogni: Se esso va a stimolare un bisogno primario o secondario diventa a sua volta rinforzo primario o rinforzo secondario
  • Frequenza: continua o parziale

I parametri del rinforzo invece sono:

  • Quantità: Più grande è il rinforzo, il premio, più veloce è l’apprendimento.
  • Tipo: il tipo di premio
  • Tempi: se il premio è immediato la sua efficacia aumenta.

2) La punizione: ha una azione immediata sulla diminuzione di un certo tipo di comportamento.

3) lo shaping: questo elemento rappresenta il modellamento del soggetto.

Infatti vengono premiate via via con ricompense maggiori quelle azioni che si avvicinano sempre più a quella realmente corretta.

Vorrei in particolar modo porre attenzione su di un particolare non da poco, cioè che il rinforzo negativo NON è la punizione.

Mentre la punizione serve a punire un azione che non si deve fare, il rinforzo negativo serve invece a far si che un comportamento venga ripetuto proprio per evitare gli effetti spiacevoli del rinforzo.


La punizione e le sue conseguenze

La punizione può portare a due tipi principali di effetto:

  • Risposta di fuga, cioè mi allontano dal “pericolo”
  • Risposta di evitamento, cioè che in futuro eviterò quella situazione

Questo secondo effetto può essere alla base di alcune fobie in quanto porta un individuo ad evitare certe situazione per la “paura di…”, e quando invece l’evitamento non è conseguibile si può arrivare al “senso di impotenza appreso” così come definito da Seligman.


Il senso di impotenza appreso

Lo psicologo Martin Seligman fece degli esperimenti sia su animali che su persone che portavano le “cavie” ad assumere un atteggiamento passivo di fronte ad un evento.

Uno degli esperimenti, ad esempio, consistette nel lasciare alcuni studenti in una stanza con rumori molto forti, e anche se premevano tutti i bottoni nella stanza il rumore non cessava.
Gli stessi studenti, se messi in un altra stanza con i medesimi rumori, non provavano nemmeno a disattivarli, assumevano perciò un atteggiamento passivo di fronte all’evento.

L’impotenza appresa fa si che pensiamo che non può essere fatto nulla per controllare un certo tipo di situazione, per cui tendiamo a non provarci nemmeno, ed è il tipico atteggiamento verso la vita di chi soffre di depressione.


Conclusione

Vorrei concludere questo articolo con un mio aneddoto di quando ero bambino.
Quando avevo circa 10 anni avevo un gattino selvatico che girava attorno a casa, un giorno gli misi due tre crocchette su una ciottolina in giardino e rimasi distante a guardare.
Mangiò e se ne andò.

Il giorno dopo ne misi qualcuna in più e mi avvicinai un pochino.
Mangiò e se ne andò.

Nei giorni seguenti ne misi sempre di più e mi avvicinai sempre di più, finché un giorno mangiò dalla mia mano e riuscii ad accarezzarlo.

Aveva capito attraverso l’esperienza che non ero pericoloso ma che gli procuravo il cibo, e diventò il mio gatto.


Bibliografia

  • Martin E. P. Seligman, Imparare l’ottimismo. Come cambiare la vita cambiando il pensiero
  • Martini, G., Pear, J., Strategie e tecniche per il cambiamento. McGraw-Hill.
  • Luigi Traetta, Il cane di Pavlov. Storia del riflesso condizionato dalla fisiologia alla psicologia

Tipi di depressione

Tipi di depressione

Oltre la depressione maggiore esistono altre forme di depressione

Nell’articolo “come curare la depressione” avevamo visto come agisce la depressione maggiore, i sintomi e come curarla.

In questo articolo voglio invece parlarvi di altre forme depressive, magari meno incisive ma sicuramente molto importanti per chi ne soffre.
Vediamo quindi le seguenti altre forme depressive:

  • Depressione reattiva
  • Depressione stagionale
  • Depressione senile


Tipi di depressione: Depressione reattiva

La depressione reattiva si inserisce tra i disturbi post-traumatici, e così come dice il nome stesso altro non è che la reazione ad un evento dal forte carattere emotivo, quale può essere un lutto in famiglia o la perdita del lavoro.

Nel caso della perdita del lavoro la depressione reattiva si manifesta perché è stato ferito il lato narcisistico del soggetto.
La persona coinvolta si sente messa in discussione perdendo fiducia in se stessa e cadendo nel vortice depressivo.

Dopo una tale evento una reazione negativa con sintomi depressivi è anche normale, quando però dopo un po’ di tempo, all’incirca due mesi, non vi è reazione da parte della persona interessata c’è il rischio che lo stato depressivo diventi patologico.

La depressione reattiva è caratterizzata da alcuni sintomi come ad esempio:

  • Ansia tristezza
  • Senso di inutilità
  • Disturbi alimentari
  • Mal di testa

La terapia più indicata per la cura della depressione reattiva è la psicoterapia.


Depressione stagionale

SAD è il termine usato per indicare questo tipo di disturbi depressivi e significa “Seasional Affective Disorders“, e molto spesso quando si parla di depressione stagionale si pensa subito ai paesi del nord europa dove a causa del lungo inverno con poche ore di luce vi sono molti casi di stati depressivi più o meno gravi.

In realtà la depressione stagionale può colpire non sono nei mesi autunnali-invernali ma anche d’estate.
Ecco perché si può quindi parlare di:

  • Depressione stagionale invernale
  • Depressione stagionale estiva

Nel secondo caso la percentuale è decisamente minore, ma va comunque presa in considerazione.


Depressione stagionale invernale

La Winter depression, o depressione invernale, come dice il nome si presenta nei mesi invernali, ma può durare indicativamente anche da settembre-ottobre a marzo-aprile.
Questo tipo di depressione è presente soprattutto nelle donne e colpisce circa il 3% degli europei, con punte più alte nel nord europa come spiegato prima.

Depressione stagionale invernale


Sintomi della depressione invernale

I sintomi maggiori di questo disturbo depressivo sono:

  • Ipersonnia
  • Maggior appetito
  • Sbalzi d’umore
  • Tono dell’umore basso
  • ansia
  • Calo della libido


Cause della depressione stagionale invernale

Purtroppo non esiste uno studio accurato che dia una risposta certa sulle cause della depressione stagionale invernale, ma esistono comunque delle valide teorie su questo tipo di SAD.

Una di queste teorie si basa sull’abbassamento delle ore di luce in quanto questa variazione sembra provocare una diminuzione di produzione di SEROTONINA da parte del nostro cervello.

Come spiegato nell’articolo “come-curare-la-depressione”, la serotonina, chiamata anche “ormone della felicità” è responsabile del nostro tono dell’umore, ed un suo abbassamento può essere alla base di sintomi depressivi.

A sua volta, questo calo di serotonina sembra causato da una diminuzione di vitamina D, sintetizzata dal nostro corpo quando è esposto al sole e quindi ai raggi ultravioletti.
Questa vitamina infatti difficilmente può assorbita tramite alimenti o farmaci, ed ecco perché il sole diventa di vitale importanza per la sua produzione.

Un altra teoria invece sostiene che alla base della depressione invernale vi sia l’aumento dei valori di melatonina, ormone che regola il nostro sonno, e che aumenta con le ore di buio.
Più buio, più melatonina, più sonno.


Come curare naturalmente la depressione invernale

Esistono due metodi naturali per curare la depressione invernale, mangiare sano e fare movimento.

Per mangiar sano si intende cercare di evitare le grandi mangiate, o almeno non troppo spesso e concentrarci su cibi più idonei, magari ricchi di Triptofano (precursore della serotonina), vitamina C e vitamina E e anche sali minerali come zinco e magnesio.

Non farò un elenco di cosa mangiare e cosa non mangiare, inutili dirvi che il Triptofano lo trovate soprattutto nei formaggi stagionati e il magnesio nel Grana Padano quando magari non mangiate formaggi, sia per disturbi alimentari o perché semplicemente non vi piacciono.

Però vi posso dire che il miglior modo di mangiare è quello di variare continuamente alimentazione, cercate di mangiare carne rossa, carne bianca, Tonno e sgombro, pesce azzurro, uova, formaggi, molte verdure sia crude che cotte, frutta in generale.
Insomma, una giusta, sana e corretta alimentazione.

Dimenticavo, mangiate cioccolato se potete, questo perché agisce da controllore dell’umore grazie alla feniletilamina, sostanza che diminuisce lo stress ed è quindi un buon rimedio per la depressione.


Curare la depressione invernale con atività fisica

Fate movimento!
L’attività fisica migliora l’ossigenazione del sangue e produce endorfina, sostanza che diminuisce l’ansia e lo stress.
Inoltre fare movimento, in palestra o all’aria aperta, induce la persona ad uscire di casa e incontrare persone, e questo aspetto secondario non è da sottovalutare.

Piccola nota, fare attività fisica per curare la depressione invernale non significa andare in palestra una volta al mese, ma fare, magari poca, attività fisica regolarmente tutti i giorni o quasi.


Depressione stagionale estiva

Premesso che ad essere colpiti da questo tipo di SAD è all’incirca l’1% della popolazione europea, non si sa ancora esattamente quali siano le cause. Andiamo però con ordine e partiamo quindi dai sintomi.


Sintomi depressione stagionale estiva

Tra i sintomi della SAD estiva troviamo:

  • insonnia
  • ansia
  • aumento della libido
  • perdita di peso


Cause della depressione stagionale estiva.

Come dicevamo prima ci sono solo alcune teorie, ed una di queste si basa sul calo di produzione di melatonina, neurotrasmettitore che regola il nostro sonno, e che diminuisce con l’aumentare delle ore di luce.
Un calo troppo marcato potrebbe essere causa d’insonnia e agitazione.


Rimedi per la SAD estiva:

Per combattere la depressione stagionale estiva valgono un pò gli stessi consigli per la SAD invernale, e cioè mangiare sano e più leggero e fare attività fisica.
Inoltre, dal momento che le belle giornate lo permettono, qualche gita fuori porta non può che farvi bene.

Altro consiglio che vi posso dare è quello di dedicarvi ad attività rilassanti (giardinaggio, meditazione, ecc.) che possano alleviare l’ansia, alla sera andare a letto non troppo tardi e cercare di tenere la stanza buia.
Insomma, dormire bene aiuta.


Depressione senile

Depressione senile come comportarsi

Tra i vari tipi di depressione, la depressione senile si sviluppa in quelle persone anziane che sentono di aver perso quel ruolo importante che avevano in società o all’interno della famiglia e si sento quindi “inutili”, e può colpire fino al 15% della popolazione anziana.
Questo ovviamente è anche associato a possibili disturbi depressivi avuti in passato e che possono riemergere.

Depressione senile

La depressione senile è quindi un disturbo psichiatrico presente in taluni soggetti over 65.

Depressione senile sintomi

La depressione senile presenta i seguenti sintomi:

  • Isolamento
  • Malinconia e tristezza
  • Perdita di vitalità
  • Disturbi psico-somatici
  • Apatia

Tra le cause della depressione senile invece possiamo annoverare:

  • Familiarità
  • Alcolismo o tossicodipendenza, anche in passato.
  • Disabilità o malattie invalidanti
  • Mancanza di socializzazione
  • Condizioni economiche precarie

Uno dei momenti critici per questi soggetti è l’arrivo della tanto agognata pensione.
Molte persone fanno del loro lavoro un motivo di vita e non coltivano al di fuori di esso una rete sociale attiva o degli hobby appaganti, e questo, una volta in pensione li trova impreparati ad affrontare la vita senza il lavoro.
Non essere più utili (nel loro modo di vedere) alla produttività collettiva li fa sentire inutili.


Come si cura la depressione senile?

In questi casi, una psicoterapia efficace deve puntare a far ritrovare la stima in se stessi facendo accettare al paziente il nuovo ruolo sociale, mettendolo di fronte ad altre realtà positive che lo possono coinvolgere e farlo sentire utile, come ad esempio il volontariato in tutte le sue forme.

Anche il ruolo della famiglia è importante, in quanto affidargli un ruolo di responsabilità o comunque utile, ad esempio andare tutti i giorni a prendere il nipotino a scuola, può ridare autostima al soggetto.

Depressione senile cure naturali

Allorquando la depressione senile sia ancora nella fase iniziale o anche per coadiuvare la terapia farmacologia o psicoterapeutica, si possono usare come trattamenti anche alcuni metodi naturali per la cura della depressione, partendo in primo luogo da una sana e corretta alimentazione.

E’ risaputo che una buona abitudine alimentare si riflette non solo sul corpo ma anche sulla mente e per l’anziano riveste un fattore ancora più importante.

Essenziali gli alimenti che contengono vitamine del gruppo B:

  • Vitamina B1:
    Chiamata anche Tiamina, è importante per la corretta funzionalità delle cellule nervose. La troviamo nella carne, nelle uova, nelle nocciole ed in grandi quantità nei cereali come avena, mais, frumento, sopratutto se integrali.
  • Vitamina B3:
    Chiamata anche vitamina PP o niacina, favorisce la circolazione del sangue ed ha un ruolo molto importante nel funzionamento del nostro sistema nervoso.
    La troviamo nelle carni bianche, nel lievito di birra, nei pesci come il tonno ed il salmone, ed anche in verdure come gli spinaci.
  • Vitamina B6:
    E’ una vitamina idrosolubile e che non si può accumulare, bisogna quindi soddisfarne continuamente il fabbisogno giornaliero.

    E’ una vitamina utile per il metabolismo di aminoacidi e zuccheri, e riveste un importante ruolo per la stimolazione delle funzioni cerebrali ed è spesso utilizza nei prodotti chiamati “anti-age”, cioè anti invecchiamento.
    La troviamo in carni bianche, pesce, legumi, spinaci.

Alla prossima,
Lo Psicologo Veneto.

Come curare la depressione

depressione-cause-sintomi-rimedi

Depressione e ansia, due problemi del nostro tempo che spesso vanno a braccetto e sono tra loro connesse. Spesso si parla di sindrome ansioso-depressiva o ancora di depressione ansiosa, questo proprio perché i due disturbi sono correlati l’un con l’altro, infatti circa il 30% degli stati depressivi si presenta molto prima sotto forma di ansia.

DEPRESSIONE, CAUSE E RIMEDI


Cos’è la depressione?

Abbiamo tutti ogni tanto qualche brutta giornata, quelle che comunemente chiamiamo giornate storte, ma per fortuna non succede perché siamo depressi ma semplicemente perché, a causa di eventi esterni quali problemi sul lavoro o affettivi, soffriamo di un calo d’umore.
Può succedere a tutti, mentre capita a circa il 15% della popolazione di soffrire realmente di disturbi depressivi.

Quindi la depressione è un disturbo dell’umore, può essere più o meno accentuato e più o meno grave, e vi sono vari tipi di depressione.


Depressione, i primi studi

Negli anni 70, i primi ricercatori a porsi domande sulle cause ed i rimedi possibili ai disturbi mentali furono ovviamente gli Americani.
Essi stilarono il primo manuale sui sintomi dei disturbi mentali, il famoso DSM.

In quel periodo era nata l’ipotesi che la causa della depressione fosse la carenza di serotonina, un problema quindi fisiologico e non psicologico


Cos’è la serotonina?

La serotonina, detta anche “ormone della felicità” o ancora “ormone del buonumore” è un ammina, un neurotrasmettitore che favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi.

La serotonina ha mostrato una relazione diretta con i livelli dell’umore e con altre funzioni dell’organismo, per questo la sua mancanza o carenza è stata associata alla depressione.


SINTOMI DELLA DEPRESSIONE

Secondo il DSM-IV bisogna che almeno 5 dei sintomi dichiarati tra quelli che causano la depressione siano presenti da almeno 2 settimane.
Uno dei sintomi devono essere “umore depresso” o “perdita di interesse o piacere“.

  • Umore depresso per la maggior parte del giorno
  • Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte le attività
  • Astenia, affaticamento o mancanza di energia
  • Significativa perdita o aumento di peso, in assenza di una diete specifiche
  • Insonnia o ipersonnia
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Disturbi psicosomatici
  • Disturbi d’ansia (attacchi di panico)
  • Sentimenti di autosvalutazione, impotenza, rassegnazione
  • Ricorrenti pensieri di morte con elaborazione del suicidio

Ecco quindi come si manifesta la depressione e la depressione maggiore.
Nel tempo poi è stato scoperto che molti di questi sintomi erano associati a particolari eventi dolorosi come ad esempio l’elaborazione di un lutto in famiglia.
La comparsa di questi sintomi, anche per tempi lunghi, NON era associata a nessuna disfunzione o carenza di serotonina.

Alcuni psichiatri si convinsero che con il giusto dosaggio di farmaci regolatori della serotonina, anche per questi pazienti la terapia farmacologica fosse efficace.
Si, era efficace, solo all’inizio però, perché i medicinali fungevano da sedanti, ma passato il primo periodo la “depressione da lutto” tornava.

Presso l’università di Harvard, però, c’era un certo professor Kirsch secondo il quale le società farmaceutiche non erano completamente trasparenti per quel che concerne i test e gli studi fatti sui farmaci anti depressivi. Da una sua ricerca venne fuori che l’efficacia di tali farmaci non era così alta e che circa due terzi dei pazienti curati farmacologicamente dopo un anno erano al punto di prima, o quasi.

Il prof. Kirsch si convinse che fosse solo un metodo per vendere farmaci e null’altro.

Per anni si è sempre puntato a curare la depressione maggiore partendo dal presupposto che la causa fosse organica, fisica, mentre nel tempo è maturata l’idea che l’uomo non è fatto di sola materia ma anche di pensiero e i bisogni psicologici contano tanto quelli psicologici.

L’uomo, ad esempio, non ha bisogno solo di mangiare, bere, respirare, ecc. ma ha anche bisogno di sentirsi al sicuro, ha bisogno di affetto, ha bisogno di sentirsi utile, ecc.

Ecco perché nella società moderna i casi di depressione sono molti più che in tempi remoti.
Viviamo nella società del consumo, dove l’usa e getta vale anche per l’essere umano, dove perdere il lavoro è all’ordine del giorno, dove le persone contano meno di zero.

Vengono a mancare le basi psicologiche per un vivere sano, mancano le certezze.


DEPRESSIONE SINTOMI FISICI

Abbiamo appena accennato ai dolori fisici associati alla depressione.
Spesso questi sintomi vengono sottovalutati perché l’associazione mentale dolore fisico/depressione non è semplice da interpretare.

Tra i sintomi fisici della depressione e depressione maggiore possiamo trovare:

  • mal di testa
  • emicranie
  • dolori al torace
  • mal di schiena
  • insonnia
  • bruciori di stomaco
  • problemi digestivi

Prestate attenzione quindi quando a qualche sintomo tipico della depressione si accostano anche sintomi fisici, i più evidenti sono appunto emicranie e mal di testa.


DEPRESSIONE CURE E RIMEDI

Ecco quindi che entra in gioco la psicoterapia, l’unica cura oggi davvero efficace per la depressione in quanto aiuta ad elaborare nuovi schemi di pensiero, un nuovo modo di pensare e affrontare la vita con i suoi problemi quotidiani.
Essere depressi quindi non significa avere una malattia fisica, non è solo “mancanza di serotonina”, ma è sopratutto è un segnale che uno dei nostri bisogni psicologici non è sufficientemente alimentato e soddisfatto.

Ovviamente in taluni casi l’aiuto dei farmaci può coadiuvare la psicoterapia in quanto i farmaci per la depressione funzionano tramite “stimolo chimico” delle reti nervose, e alcuni anti depressivi aiutano anche nei casi con dolore cronico.

Ovviamente non si può ricorrere all’uso di farmaci alla leggera, ma bisogna valutare caso per caso con l’aiuto di un bravo psicologo e psicoterapeuta, soprattutto se risulta l’evidenza di una depressione maggiore.


DEPRESSIONE E BATTERI INTESTINALI

Tu sei quello che mangi sentiamo spesso dire, magari anche in TV da qualche strano santone, eppure questa frase ha un fondo di verità anche per quel che riguarda lo stato umorale di una persona.

E’ stato infatti scoperto dai ricercatori dell’università di Oxford che il consumo di cibi prebiotici ha un effetto naturalmente anti depressivo.


Depressione: cibi prebiotici e cibi probiotci, cosa sono?

I cibi prebiotici e probiotici altro non son che cibi funzionali al nostro stato di salute, che hanno effetti positivi sul nostro corpo e quindi sulla mente.
La locuzione latina mens sana in corpore sano indica che forse qualche tempo fa la sapevano molto lunga in merito.

  • Cibi probiotici: contengono micro organismi che interagiscono con il nostro coro (Yogurt)
  • Cibi prebiotici: Non digeribili, che favoriscono quindi l’attività della flora intestinale.

E’ stato osservato che il consumo in giuste dosi e tempi di cibi prebiotici hanno un effetto simile agli anti depressivi, ed uno studio della UCLA university ha trovato un legame tra le funzioni della mente e i batteri ingeriti con cibi prebiotici.

Farmaci depressione


FARMACI ANTI-DEPRESSIVI: SERVONO DAVVERO?

Come da articoli pubblicati anni fa anche su Repubblica e sull’Espresso, il professor Kirsch sostenne appunto che i farmaci non funzionano come vorrebbero farci credere, ma ad influenzare il nostro cervello è innanzi tutto il nostro stile di vita.

Secondo Kirsch la quasi totalità degli effetti di questi farmaci è dovuto all’auto-suggestione, il famoso effetto placedo per intenderci.

Kirsch afferma che la psicoterapia sia più efficace dell’uso dei farmaci, in quanto a lungo andare la psicoterapia ha un effetto duraturo nel tempo, mentre con i farmaci c’è sempre il rischio di ricadute.


Curare la depressione senza farmaci

Antidepressivi naturali, come curare la depressione in modo naturale.

Si può curare la depressione senza farmaci?
Esistono rimedi naturali per curare la depressione?
Proviamo a scoprirlo.


Curare la depressione con un alimentazione sana

E’ ormai provato che una sana e corretta alimentazione aiuta a sentirsi meglio e stabilizza l’umore.

Poco zucchero e tanti sali minerali e vitamine aiutano sicuramante, quindi evitate di mangiare troppi dolcetti e caramelle, cercate di mangiare sano, magari cibi ricchi di magnesio e vitamine del gruppo B.

E i grassi?
Fanno bene quelle del pesce, il famoso omega 3, presente anche nelle noci, quindi mangiare pesce fa bene al corpo ma anche alla mente, mentre cercate di tenere lontano quelli troppi grassi (saturi) che non vi aiutano nel restare concentrati sul lavoro, o ancora peggio durante lo studio.

Una dieta equilibrata vi può perciò aiutare a tenere sotto controllo il vostro umore, quindi:

  • carboidrati in giusta dose (non mangiatevi due etti di pasta!)
  • I grassi, quelli giusti, omega 3, e tenete a bada il colesterolo!
  • Pochi zuccheri
  • calorie, quelle che servono, no alle abbuffate.
  • Stimolanti e integratori, evitiamo troppi caffè o energy drink.
  • Alcol, poco e solo a pasto.
  • State attenti al glutammato (dado da cucina e insaporitori vari) che è un eccitante.
  • bibite: il gingerino ha il colorante e120: anch’esso è un eccitante


La tiramina, se la conosci la eviti

La tiramina è una feniletilammina che si crea in seguito a ossidazione e/o fermentazione, si trova quindi in cibi mal conservati o nei cibi come formaggi stagionati, salumi, yogurt, vini invecchiati, banane troppo mature.
Può provocare aumento dei battiti cardiaci e mal di testa, evitate quando potete cibi che possono contenere tale sostanza.

depressione-cura-esercizio-fisico
Una bella passeggiata aiuta a contrastare lo stato depressivo


Curare la depressione con l’esercizio fisico

La depressione trova terreno fertile laddove il ritmo giornaliero non è ben regolato, come ad esempio quando si soffre di insonnia e si crolla nel pomeriggio per una pennichella.

In tal senso, per regolare le giornate, possono essere utili esercizi aerobici che aiutano a tonificare il sistema cardiovascolare.
L’attività motoria in generale favorisce il rilascio di endorfine, le quali hanno proprietà analgesiche.

Oltre a fare esercizi di un certo tipo può anche essere sufficente fare delle belle camminate, possibilmente in mezzo alla natura.
bastano pochi minuti al giorno di sana camminata (per sana si intende una camminata non frenetica, senza problemi di orario ad esempio).

Non è comunque detto che se fai esercizio fisico sei immune alla depressione, però è confermato che chi non lo fa ne è più predisposto.

Questo è confermato anche da studio, come pubblicato anche dall’ANSA, condotto dal Black Dog Institute, associazione no-profit che si occupa di depressione. Questo studio è stato fatto su circa trentamila norvegesi ed ha appurato che il 44% delle persone che non fanno attività fisica sono maggiormente a rischio depressione.

Il professor Harvey, che si è occupato della ricerca, ha affermato infine:

«Con lo stile di vita sedentario che è sempre di più la norma in tutto il mondo e con le percentuali di depressione in crescita, i risultati della nostra ricerca risultano quanto mai pertinenti in quanto sottolineano che anche piccoli cambiamenti nel proprio stile di vita possono produrre significativi benefici nella salute mentale».

meditazione-cura-depressione
meditare è utile per combattere la depressione


Curare al depressione con attività rilassanti

Staccare la spina è fondamentale per una persona sana, figuriamoci nel caso di persone depresse.
Abbandonarsi ad altro senza pensare e ripensare al proprio stato è rigenerante per le nostre funzioni cerebrali.

Esistono tecniche di rilassamento, tra cui le più famose:

  • meditazione
  • shiatsu
  • training autogeno
  • yoga

La meditazione consiste nel riuscire, ad occhi chiusi, a concentrarsi
su un punto, io di solito cerco di visualizzare una parete bianca.
In tal modo mettiamo appunto “in silenzio” tutte quelle voci di sottofondo che a volte ci inquietano.

Lo shiatsu invece è un arte giapponese che stimola l’auto guarigione attraverso delle pressioni su precisi punti del corpo. E’ una tecnica che aiuta e stimola il rilassamento.

Il training autogeno invece è una vera e propria tecnica di rilassamento sviluppata negli anni trenta dallo psichiatra tedesco Schultz.

Per quel che concerne lo Yoga invece dovremmo andare nella lontana india per capirne veramente il significato, a noi basta sapere che l’uso moderno/contemporaneo dello yoga è finalizzato a tecniche di rilassamento soprattutto attraverso la regolazione della respirazione.

Se quindi avete il dubbio di avere anche vagamente uno stato depressivo, prima di affogarvi di farmaci provate ad andare da un bravo psicologo e psicoterapeuta, ne avrete senza dubbio giovamento.


Antidepressivi naturali: curare la depressione con le erbe

Fin dai tempi più antichi le erbe medicinali venivano usate per gli scopi più vari, dalla cura per il mal di stomaco fino al rimarginare ferite e tagli.

Nell’antica Grecia Ippocrate formulò la “teoria dei quattro umori“, affermando che nel corpo umano coesistono appunto quattro umori:

  • Sangue
  • Flemma
  • Bile gialla
  • Bile nera

Questi quattro umori erano a sua volta responsabili di caldo, freddo secco e umido, e avevano bisogno di essere riequilibrati con l’uso di erbe medicinali.

Questa ed altre teorie si sono propagate nei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri, e ora anche malattie come la depressione si possono curare o almeno in parte contrastare con l’uso di alcune erbe officinali.

Sappiamo infatti che tra le cause della depressione vi sono anche problemi come ad esempio l’insonnia e i disturbi alimentari, che con l’uso appropriato di alcune erbe officinali si possono contrastare.
Alcune piante officinali si possono quindi usare come antidepressivi naturali.


Curare la depressione con le erbe: quali usare?

Facciamo una breve panoramica delle tre piante officinali più usate per curare la depressione:

  • Griffonia
  • Rhodiola rosea
  • Iperico

Griffonia

La Griffonia è una delle principali piante usate per contrastare la depressione, è una pianta tropicale/africana e le sue proprietà benefiche stanno nei semi che contengono la sostanza 5-THP.

Cos’è il 5-THP?

Partiamo dalla Serotonina, il cosi detto “ormone della felicità“:
Sappiamo che la serotonina è associata ad alcune forme depressive quando si riscontra un suo livello troppo basso, e la Serotonina deriva dalla trasformazione da parte di un enzima del 5-idrossi-triptofano, cioè il 5-THP.

Assumere questa sostanza ricavata dalla Griffonia può quindi aiutare a contrastare alcune forme depressive agendo appunto sul livello di serotonina.

Rhodiola rosea

La Rhodiola rosea, chiamata così perché richiama il profumo delle rose, è detta anche radice d’oro, in quanto proprio nella radice sta la parte “medicinale”
Usata nei paesi scandinavi da secoli ha un effetto simile ad una droga, in quanto aiuta a non sentire la stanchezza ed aumenta la resistenza fisica.

con il tempo si è scoperto che ha una forte influenza al sistema nervoso centrale agendo da antistress e anti depressivo naturale, in quanto stimola la produzione di adrenalina, dopamina e serotonina.

Iperico

Dall’iperico, detto anche “pianta del sorriso“, si estrae l’ipericina, la quale è un forte antidepressivo naturale, ed è per questo che può essere usata per contrastare alcune forme di depressioni o stress.

E’ una pianta conosciuta per le sue proprietà fin dal medioevo e veniva già allora per curare gli stati d’ansia.

Rispetto all’uso dei medicinali tradizionali, l’iperico non agisce subito, ma dopo qualche settimana, ed un suo uso ha dimostrato un miglioramento umorale in molti pazienti.

Oltre alle tre piante nominate vi sono tanti tipi di erbe adatte per contrastare depressioni minime o ansie.
Tra questo elenco di piante, troviamo:

  • melissa
  • passiflora
  • tiglio
  • Valeriana
  • Passiflora
  • Biancospino

Queste erbe hanno un effetto rilassante e funzionano piuttosto bene soprattutto per combattere l’insonnia da ansia, e per un effetto maggiore si consiglia l’uso in capsule.
Attenzione a non eccedere con la valeriana, la quale se usata in dosi massicce può fungere da eccitante.

bibliografia

  • http://www.psychologytoday.com/blog/complementary-medicine/200808/eliminate-depression-naturally
  • La Mente in Fiamme – Un nuovo approccio alla depressione – Edward Bullmore
  • Huibers J., Vincere l’ansia con le piante medicinali, Hermes Edizioni, 1989, Roma;
  • Marchina J.C., Ansia, Depressione ed altri disturbi psichici curati con le piante, IPSA Editore snc, 1989, Palermo;
  • La Fine del Buio – Johann Hari

Alla prossima,
Lo Psicologo Veneto.