Categoria Disturbi dell’infanzia

Infanzia: I disturbi della comunicazione

I disturbi della comunicazione nell'infanzia


I disturbi dell’infanzia

Paura, ansia, delusione, rabbia, emozioni forti che i bambini devono imparare a gestire, ma non sempre ci riescono, spesso perché l’ambiente esterno e/o la situazione familiare non li aiuta.

La Psicologia infantile di questo si occupa, dare un nome a questi problemi, comunemente conosciuti come “disturbi dell’infanzia o dell’adolescenza“, ma che hanno suddivisioni e nomi ben catalogati e precisi.

Una pubblicità recente sul prestare attenzione all’uso dei farmaci recitava “i bambini non sono piccoli adulti“, ed è proprio vero, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico.
Ecco perché esiste la psicologia infantile, ben differente da quella classica.

L’infanzia è importante, fondamentale per il nostro sviluppo, per il nostro futuro.
I nostri figli avranno tra 20-30-40 anni la personalità che hanno sviluppato da bambini, se non si interviene in tempo per rimediare ad alcuni disturbi, se li trascineranno forse a vita.

Tra questi disturbi, menzionati e classificati anche nel DSM 5, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, in questo articolo ne discuteremo alcuni.


I Disturbi della comunicazione

I Disturbi della comunicazione, detti anche disturbi del linguaggio

Provate a immaginare un mondo senza comunicazione, che sia verbale o meno. Un incubo vero?
Non si potrebbe vivere in comunità senza comunicare.

Fin da piccoli veniamo proiettati in un mondo fatto di gesti, disegni, parole, e man mano che si cresce si acquisiscono sempre più capacità comunicative, e questo apprendimento, fidatevi, non finisce mai.

Quando provate a comunicare con un bimbo di pochi mesi non usate solo parole, ma modulate anche il tono di voce e fate strane espressioni con il viso: questo è comunicare.

Crescendo un bambino acquisisce padronanza di linguaggio, senza la quale la sua interazione sociale sarebbe a rischio, con possibili problemi futuri nelle relazioni, affettive e non.
I problemi inerenti ai disturbi della comunicazione possono riguardare sia la sfera della comprensione che della comunicazione e sono i seguenti:

  • Disturbo dell’espressione del linguaggio
  • Balbuzie
  • Disturbo di fonazione
  • Mutismo selettivo
  • Tic


Disturbo dell’espressione del linguaggio

Cosa si intende per disturbo dell’espressione del linguaggio?

Questo disturbo si presenta sotto forma di problemi nella capacità espressiva e influisce in maniera negativa sul percorso scolastico e sulla vita sociale del bambino in quanto ne bloccano la capacità di interagire e comunicare.


Disturbo del linguaggio sintomi

I sintomi del disturbo del linguaggio si presentano già nei primi anni, alla scuola dell’infanzia per capirci, e correggere il problema fin da subito previene complicazioni future come la corretta maturazione psico-fisica e cognitiva.

Alcuni dei sintomi da tenere in considerazione sono:

  • Vocabolario limitato
  • Linguaggio limitato (parla poco)
  • Frasi corte e semplici
  • Errori grammaticali evidenti
  • Errori di coniugazione dei verbi
  • Sviluppo del linguaggio non adeguato al livello di sviluppo
  • Uso delle parole in ordine insolito


Disturbo del linguaggio cause

Tra le cause del disturbo del linguaggio possiamo individuare sia cause psicologiche che fisiche, e possono essere:

  • Problema fisico: il disturbo deriva da problemi legati al sistema nervoso e/o genetici.
  • Problema psicologico: il bambino, ancora immaturo, ha un blocco psicologico.
  • Bilinguismo: Vivere in un paese straniero o con un genitore di lingua madre diversa può rallentare il corretto sviluppo del linguaggio.


Balbuzie infantile


Sintomi della balbuzie

La balbuzie è un disturbo della comunicazione che si manifesta attraverso ripetizione o prolungamento di sillabe suoni e parole all’interno di una frase, ma anche esitazioni, pause e arresti del discorso possono essere sintomo di balbuzie.

Questo modo discontinuo di parlare è tipico di tanti bambini alle prime parole e frasi complete, è solo sintomo di insicurezza ed è solo transitorio.
Secondo alcuni studi infatti, mediamente la balbuzie si presenta verso i tre anni, ed entro i 6 anni circa l’80% dei casi ha superato il problema in modo naturale.

In taluni soggetti invece la balbuzie può comparire all’improvviso a causa di fattori esterni, eventi scatenanti come ad esempio un lutto o il divorzio di mamma e papà.
Anche la nascita di un fratellino o sorellina può essere un trauma per un bambino, quindi ponete sempre attenzione a come reagisce il primogenito all’evento.


Balbuzie infantile cause

La balbuzie non ha una singola causa, non è ancora ben chiaro quale sia il fattore scatenante, ma la causa è “multifattoriale”, cioè può dipendere da molti fattori.

  • Fattori genetici: la balbuzie ha familiarità, può essere ereditaria.
  • Fattori ambientali: famiglia, scuola, ritmi di vita, ecc.
  • Fattori neurofisiologici: differenze minime della materia grigia.

Sia chiaro che un bambino balbuziente NON è meno intelligente e non ha la balbuzie per un problema psicologico, caso mai la balbuzie può essere a sua volta elemento scatenante per problemi psicologici futuri, come ansia e stress.


Balbuzie infantile, come comportarsi?

Regola numero uno, NON minare l’autostima del bambino finendo per lui la frase o facendogli capire, sbagliando, che è inferiore ad altri, perchè non lo è affatto.

Regola numero due, consultare uno specialista del linguaggio per un consulto e monitorare così la situazione. Sarà lui a consigliare la terapia adatta caso per caso.


Disturbo di fonazione

Si parla di disturbo della Fonazione quando il soggetto non pronuncia correttamente i suoni di singole lettere o parole e nei casi peggiori il suo parlato non è del tutto comprensibile.

DI solito il disturbo di fonazione si presenta con l’omissione o sostituzione di alcune lettere e/o sillabe. Tipico l’uso della T al posto della K.

Questo problema si trova solitamente in età scolare, soprattutto i maschi ed in percentuali del 2% circa.


Disturbo della Fonazione: le cause

Fra le cause di questo disturbo possono esserci problemi al palato, ai denti o alla lingua, cioè gli apparati preposti per poter pronunciare correttamente lettere e sillabe.
Altri problemi medici possono essere otiti croniche o problemi cognitivi o psicologici.


Disturbo di fonazione, cosa fare?

Riconoscere per tempo questo disturbo è essenziale per poter raggiungere il recupero totale delle capacità fonatorie, e questo si può fare con l’intervento di esperti del linguaggio come i logopedisti.


Mutismo selettivo

Il mutismo selettivo nei bambini è un disturbo ansioso che rende il bambino incapace di parlare in determinate situazioni.

E’ normale che un bimbo piccolo di fronte ad uno sconosciuto non parli ma si rifugi da mamma e papà, è quel che noi chiamereno “timidezza”, ma se crescendo questo fenomeno si ripresenta sempre in talune situazioni (es. a scuola) allora bisogna preoccuparsi ed analizzare il problema.

I bambini che presentano questo disturbo non solo non parlano, ma anche con il corpo non interagiscono, ad esempio con i compagni, e si isolano. In realtà la loro volontà sarebbe quella di interagire, ma “l’ansia da prestazione” li blocca completamente.


Mutismo selettivo cause

Di solito i bambini affetti da mutismo selettivo son bambini ipersensibili e introversi, quindi molto timidi, e le loro ansie e/o paure li sopraffanno in determinati momenti.

Ecco perché si ritiene che le cause siano psicologiche ed emotive.
Spesso alla base del mutismo selettivo ci sono dei forti disagi, traumi, violenze, onde per cui l’approccio psicologico è importante.


Mutismo selettivo Terapia

L’approccio deve essere quello di cercare di fare sentire a suo agio il bambino dove di solito tende a bloccarsi, ed è comunque di fondamentale importanza essere seguiti da logopedista e psicologo psicoterapeuta.


TIC o sindrome di Tourette

La sindrome di Tourette prende il nome dal neurologo francese che scoprì e descrisse il disturbo, Gilles de la Tourette, e si manifesta nei bambini attraverso dei tic, motori o vocali.
I Tic sono movimenti improvvisi, contrazioni veloci, ripetitive e non volontarie di più muscoli.

Come detto prima possono essere motori o vocali:

  • Tic motori: ad esempio spasmi della bocca, degli occhi o delle spalle.
  • Tic vocali: versi improvvisi, colpi di tosse.

Inoltre i tic possono essere semplici o complessi, dove quelli complessi coinvolgono più gruppi muscolari.


Sindrome di tourette cause possibili

Le cause della sindrome di tourette, dei tic nervosi nei bambini, possono essere:

  • Genetiche
  • Neurologiche
  • Ambientali

Presso la Washington University School of Medicine a St. Louis è stata fatta una ricerca facendo un esame di risonanza magnetica a 103 bambini con la sindrome di tourette ed altri 103 bambini senza sindrome.

I risultati evidenziano un maggiore quantità di materia grigia a discapito di materia bianca.

In sintesi, semplificando un po’, la materia grigia elabora le informazioni, è in grado di controllare i movimenti, è la sede del pensiero e del linguaggio, mentre quella bianca ha la funzione di connettere la materia grigia della corteccia cerebrale con il midollo spinale.

Più materia grigia = più segnali da interpretare
meno materia bianca = meno “connettori”

Secondo gli studiosi questo significa che c’è maggior stimolazione e meno controllo, ma è solo un ipotesi.


Tic nervosi nei bambini, quando appaiono?

I tic nervosi di solito compaiono intorno ai 6-9 anni, colpiscono circa l’1% dei bambini in età scolare e con la pubertà si risolvono quasi sempre da soli.


Sindrome di tourette parolacce

Parolacce? come parolacce? Si, il 15% circa di chi soffre di tic nervosi ha il problema di non controllare pienamente parole e suoni, a volte parolacce. In realtà sembra sia un meccanismo di autodifesa, ripetendo più volte parole offensive.


Sindrome di tourette terapia

Dal momento che quasi tutti i casi si risolvono in maniera auonoma, significa che qualcuno non si risolve, cioè circa un 20%-30% di questi bambini si portano avanti il disturbo anche in età adulta.

Solitamente si cerca di curare il paziente con la terapia cognitivo comportamentale per riuscire in qualche modo superare in maniera autonoma i tic, o si insegnano metodi per “scacciare” il tic.
Anche la musicoterapia sembra abbia dato risultati in qualche paziente, ma non c’è nessuno studio a riguardo.

Esistono ovviamente anche dei farmaci sintomatici per la cura dei tic, ma io consiglio sempre di provare le terapie psicologiche prima di usare eventuali farmaci che volenti o nolenti, ci cambiano.


Bibliografia

  • Leonard, Laurence B, Children with Specific Language Impairment
  • Francesco Oddo, Le balbuzie. Il difetto dei troppo intelligenti
  • Lidia Sabbadini, Il disordine fonologico nel bambino con disturbi del linguaggio
  • Mauro Porta,Vittorio A. Sironi, Il cervello irriverente. La sindrome di Tourette, la malattia dei mille tic


Alla prossima,
Lo Psicologo veneto