Depressione da solitudine

Solitudine e depressione, come combatterle?

Sommario dei contenuti di questo articolo:


La solitudine, che cos’è

La solitudine, uno dei mali moderni in espansione, vuoi perché siamo sempre più stressati e di corsa, vuoi perché siamo sempre connessi e questo ci crea l’illusione di non essere soli, ma la realtà è ben diversa.

La solitudine è un problema serio, da non sottovalutare, a causa di stress e ansia si possono avere problemi di salute come ad esempio problemi cardiovascolari o, appunto, la depressione da solitudine, e questo perché la solitudine abbassa le nostre difese immunitarie.

L’uomo, fin dai tempi della sua comparsa, ha bisogno di interagire, di avere contatti con altri della sua specie, di comunicare emozioni e necessità, e questa interazione serve anche a dargli un posto nella società, altrimenti c’è il rischi di sentirsi inutili.

Come dicevo all’inizio la solitudine, e la depressione da solitudine che ne consegue, sono un male “moderno” in espansione, perché se con le nuove tecnologie, gli smartphone, i social media, le chat, siamo sempre più connessi, in realtà la stragrande delle conversazioni online si riducono in cavolate e comunque in commenti di poche parole.

In rete difficilmente si affronta un dialogo vero, non si parla con il cuore in mano come si farebbe con un vero amico, magari davanti ad una birra, i ragazzini creano i loro gruppi per chattare e questi gruppi invece di unire, isolano sia loro stessi che chi in questi gruppi non riesce ad entrare perché escluso dagli altri.

A volte tentiamo di far finta di niente, che la solitudine, il vuoto che proviamo dentro, non sia un problema o per lo meno non serio, lavoriamo di più cerchiamo di non stare mai da soli frequentando anche persone con cui in realtà non stiamo bene e stringiamo finte relazioni, usiamo i social media in maniera ossessiva, oppure ci sfoghiamo con il cibo, ed il frigorifero diventa il nostro miglior amico.

Questo però non fa bene al nostro corpo e tanto meno al nostro cervello, stiamo solo cercando di ingannare noi stessi.


Quando la solitudine diventa depressione?

Quando il nostro stato di solitudine, diventa per noi opprimente, ci fa soffrire e rende la nostra vita sociale non più mantenibile in queste condizioni, allora è abbastanza palese che stiamo vivendo una situazione di depressione da solitudine.

Purtroppo la solitudine è come un cane che si morde la coda, un cerchio senza fine, un condizione che si autoalimenta e diventa depressione da solitudine, perché isolarsi favorisce la nostra dipartita dalle relazioni, ci allontaniamo da amici e affetti, e si innescano una serie di comportamenti che però peggiorano la situazione.

Per capirci qualcosa di più su questa condizione, su questo vortice che ti avvolge e ti porta sott’acqua, due studiosi dell’università di Chicago hanno fatto uno studio su come funziona il cervello di chi vive in solitudine.

Lo studio, sinteticamente, ha stabilito che chi vive in solitudine ha una predisposizione alla negatività e al pessimismo, della serie “se può succedere, succederà”, questo perché la solitudine predispone il nostro cervello ad essere sempre in allarme verso possibili pericoli e minacce.

Un metodo per uscire dalla depressione da solitudine è quello di rivolgersi ad uno psicologo e attraverso la psicoterapia, di solito terapia cognitivo-comportamentale, magari coadiuvata da altri metodi naturali per curare la depressione, cercare di trovare quella via d’uscita che ci permetta di tornare a vivere serenamente, ritrovare gli affetti e le amicizie e anche una nuova vita professionale, perché no.

Con uno psicologo psicoterapeuta potremmo capire alcune situazione e rileggerle sotto un altro punto di vista, perché magari tale situazione non era contro di te, ma a causa tua, il che è ben diverso.


Depressione da solitudine nell’infanzia

Sapete che la prima causa di depressione nei bambini è proprio la solitudine?
Spesso questa solitudine infantile dipende da carenze affettive e relazionali, o semplicemente da un problema di relazione dei genitori stessi, portando il bambino ad una difficile maturazione ed una errata concezione di se stesso.

I bambini hanno più di tutti bisogno di relazioni, per crescere e strutturare una propria personalità ed un proprio carattere, ed in mancanza di relazioni la depressione nell’infanzia è sempre in agguato, per cui stiamo sempre attenti a come ci relazioniamo con i bambini e che emozioni trasmettiamo.

La difficoltà di socializzazione dei bambini a volte dipende dalle nostre difficoltà relazionali, e non da patologie o altro.


Come superare la depressione da solitudine

Sempre secondo lo studio di John e Stephanie Cacioppo esisterebbe un metodo, che loro hanno chiamato “Ease method” per affrontare e superare la solitudine.

Questo metodo, si divide in quattro fasi diverse:

  • Espandi te stesso
    Evita di isolarti continuamente, se qualcuno ti invita ad uscire, accetta anche se mal volentieri. Il primo sforzo lo devi fare tu.
  • Elabora un piano d’azione
    Pianifica la tua attività sociale in modo che tutte le settimane hai qualcosa da fare.
    Il fatto di avere il controllo dei nostri impegni e della nostra vita sociale ha effetti positivi sul cervello.
  • Seleziona
    Impara a stare con le persone giuste, quelle che ti fanno stare bene, che hanno i tuoi stessi gusti ed interessi, ti aiuterà ad uscire volentieri.
  • Aspettati il meglio
    Cerca di vedere positivo nelle azioni degli altri, non pensare sempre male, sforzati di trovare qualità positive in te stesso e ti verrà più facile farlo con gli altri.


Depressione da solitudine, si può prevenire?

Coltivare relazioni sane e vere è la prima cosa da fare per evitare di cadere nel baratro della solitudine e della depressione, fare esercizio fisico e tenere un alimentazione equilibrata anche.

Cerchiamo di uscire con gli amici, invitiamoli anche a casa nostra, tentiamo di coltivare relazioni sociali anche sul lavoro, ma soprattutto, per non diventare “lupi solitari” cerchiamo di vivere e pensare positivo, di vedere del bene negli altri ed in noi stessi.

Essere ottimisti aiuta ed ha un effetto positivo sul nostro benessere fisico e mentale.

Biblioterapia

biblioterapia


La biblioterapia , curarsi con i libri

Negli ultimi anni è arrivato anche in Italia un nuovo tipo di metodo terapeutico o comunque coadiuvante nella psicoterapia, la biblioterapia.
Questo tipo di approccio arriva dal mondo anglosassone dove già da molti anni è in uso in ambito psicoterapeutico all’interno di terapie per depressione e ansia.
Dopo aver fatto un quadro psicologico del paziente, il psicoterapeuta può decidere di prescrivere la lettura di un libro individuato appositamente per il caso specifico, questo per aiutare il paziente stesso ad affrontare con più consapevolezza il problema che lo affligge.
Il libro diventa quindi un tramite, un collegamento esterno tra terapeuta e paziente.


Biblioterapia, cos’è?

la Biblioterapia è quindi una terapia, un “curarsi leggendo”, questo perché la lettura è conoscenza, cultura, cibo per lo spirito.
La lettura diventa uno strumento di auto cura perché acquisendo conoscenza sul proprio stato il paziente assume consapevolezza del proprio disagio.

Leggere il libro giusto al momento giusto migliora le capacità cognitive e comportamentali dell’individuo, lo aiuta a comprendere la propria situazione e ad affrontarla, può aumentare l’autostima del paziente, essenziale per uscire da alcuni stati depressivi.
Questo strumento, la biblioterapia può quindi essere usato anche in terapia cognitivo comportamentale come coadiuvante della terapia stessa.

Se pensiamo alla nostra infanzia, o semplicemente guardiamo i nostri figli, quanti libri abbiamo letto loro da piccoli? E quanti ne hanno letti quando hanno finalmente imparato a leggere?
Curiosità, voglia di imparare, ma anche emozioni da gestire, paura, gioia, ilarità, in poche parole, crescita cognitiva.
I libri e la lettura, come sono fondamentali per i più piccini, lo possono essere anche per noi adulti, basta saper trovare il libro giusto.


Biblioterapia, un po’ di storia

Se pensiamo alla biblioterapia come metodo terapico vero e proprio non dobbiamo andare molto indietro negli anni, ma se pensiamo alla lettura come cibo per l’anima allora si può arrivare addirittura ad Aristotele.

Egli infatti aveva affrontato il concetto di catarsi, quel fenomeno di immedesimazione che consente al lettore di “entrare nella storia”, vivendo così le emozioni dei personaggi come se fossero proprie. In tal modo l’esperienza narrata diventa quasi una nostra esperienza personale.

Arrivando quasi ai giorni nostri, la vera e propria nascita di una teoria sulla biblioterapia avviene negli anni ’30 del secolo scorso, con lo psichiatra William Menninger, il quale prescriveva ai suoi pazienti la lettura di alcuni libri a tema.
In Italia invece la biblioterapia è arrivata solo negli ultimi anni, uno dei motivi può risalire al fatto che l’alfabetizzazione generale è migliorata solo dal dopoguerra a oggi.

In Inghilterra, la biblioterapia, o Book therapy, è riconosciuta dal servizio sanitario nazionale per curare disturbi da stress, ed in alcuni ospedali è stato incentivata l’apertura di biblioteche.
Nel 2008, presso l’università di Aberystwyth, è stato fatto uno studio che evidenzia come la biblioterapia sia efficace per alcuni disturbi come ansia, stress e depressione, ed in particolar modo se inserita all’interno di un psicoterapia.


A chi può servire la biblioterapia

La biblioterapia può oggi essere divisa in due tronconi:

  • Lettura di libri come fonte di crescita psicologica personale e come coadiuvante della psicoterapia.
  • Lettura di libri “leggeri” come romanzi, racconti, ecc. come aiuto nella crescita cognitiva ed emozionale, una sorta di auto terapia.

La biblioterapia non ha età, può essere applicata a bambini e adulti indifferentemente, così come non ha luoghi, siano esse strutture come ospedali o case di riposo o scuole e biblioteche.
La lettura aiuta chiunque a migliorare la socializzazione e la sfera cognitiva, in quanto leggere libri migliora la nostra cultura, apre la nostra mente verso nuovi e diversi orizzonti ed emozioni, e la cultura migliora il nostro interagire con gli altri.

A volte capita che la biblioterapia abbia l’effetto di sviluppare l’amore per la lettura in chi fino ad allora non ce l’aveva mai avuto, perché trova appunto nella lettura conforto ed aiuta per gestire le proprie emozioni.

Non dimentichiamo poi che la lettura di un buon libro può aiutarci a sentirci meno soli, un libro fa anche compagnia se la lettura è interessante ed immersiva, se ci lasciamo coinvolgere ed entriamo con passione nella storia raccontata, vera o romanzata che sia.
Motivo per cui la biblioterapia può essere usata anche per combattere alcuni tipi specifici di depressione, come ad esempio la depressione da solitudine.


Chi è il biblioterapeuta?

Il biblioterapeuta, quando questa metodologia viene applicata in psicoterapia, è uno psicoterapeuta che abbia fatto un percorso adeguato per poter gestire correttamente una terapia con la lettura di libri.

Saper proporre un libro non è sufficiente, bisogna anche saper analizzare nel profondo la psiche del paziente e pensieri ed emozioni che tal lettura possono far scaturire in esso.

In Italia, esiste dal 2015 S.I.B i.L.L.A., scuola di biblioterapia fondata dalla psicologa Rosa Mininno, prima scuola di formazione di tal genere in Italia.


Biblioterapia, che libri scegliere?

In caso di depressione o ansia per seguire una terapia a base di letture bisogna affidarsi ad uno psicoterapeuta che dopo aver conosciuto il quadro clinico può decidere quali libri sono adatti, ma più in generale, per una “libroterapia” leggera, posso consigliare la lettura di romanzi.

Perché leggere romanzi fa bene?
Semplice, il romanzo implica un coinvolgimento emozionale unico, ci si immedesima nel protagonista, si vivono insieme a lui le stesse avventure, leggendo romanzi…si fanno esperienze.
Sono esperienza virtuali, non vissute veramente, ma emozionalmente parlando fanno parte di noi, ci hanno scosso dentro, ci migliorano come persone.

Insomma, biblioterapia o meno, leggere fa bene, sempre.

Alla prossima,
Lo psicologo veneto

Come curare la depressione

depressione-cause-sintomi-rimedi

Depressione e ansia, due problemi del nostro tempo che spesso vanno a braccetto e sono tra loro connesse. Spesso si parla di sindrome ansioso-depressiva o ancora di depressione ansiosa, questo proprio perché i due disturbi sono correlati l’un con l’altro, infatti circa il 30% degli stati depressivi si presenta molto prima sotto forma di ansia.

DEPRESSIONE, CAUSE E RIMEDI

come combattere la depressione con gli aninali domestici


Cos’è la depressione?

Abbiamo tutti ogni tanto qualche brutta giornata, quelle che comunemente chiamiamo giornate storte, ma per fortuna non succede perché siamo depressi ma semplicemente perché, a causa di eventi esterni quali problemi sul lavoro o affettivi, soffriamo di un calo d’umore.
Può succedere a tutti, mentre capita a circa il 15% della popolazione di soffrire realmente di disturbi depressivi.

Quindi la depressione è un disturbo dell’umore, può essere più o meno accentuato e più o meno grave, e vi sono vari tipi di depressione, ma come curare la depressione?
Vediamo per gradi un po’ di informazioni utili sulla depressione.


Depressione, i primi studi

Negli anni 70, i primi ricercatori a porsi domande sulle cause ed i rimedi possibili ai disturbi mentali furono ovviamente gli Americani.
Essi stilarono il primo manuale sui sintomi dei disturbi mentali, il famoso DSM.

In quel periodo era nata l’ipotesi che la causa della depressione fosse la carenza di serotonina, un problema quindi fisiologico e non psicologico


Cos’è la serotonina?

La serotonina, detta anche “ormone della felicità” o ancora “ormone del buonumore” è un ammina, un neurotrasmettitore che favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi.

La serotonina ha mostrato una relazione diretta con i livelli dell’umore e con altre funzioni dell’organismo, per questo la sua mancanza o carenza è stata associata alla depressione.


SINTOMI DELLA DEPRESSIONE

Secondo il DSM-IV bisogna che almeno 5 dei sintomi dichiarati tra quelli che causano la depressione siano presenti da almeno 2 settimane.
Uno dei sintomi devono essere “umore depresso” o “perdita di interesse o piacere“.

  • Umore depresso per la maggior parte del giorno
  • Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte le attività
  • Astenia, affaticamento o mancanza di energia
  • Significativa perdita o aumento di peso, in assenza di una diete specifiche
  • Insonnia o ipersonnia
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Disturbi psicosomatici
  • Disturbi d’ansia (attacchi di panico)
  • Sentimenti di autosvalutazione, impotenza, rassegnazione
  • Ricorrenti pensieri di morte con elaborazione del suicidio

Ecco quindi come si manifesta la depressione e la depressione maggiore.
Nel tempo poi è stato scoperto che molti di questi sintomi erano associati a particolari eventi dolorosi come ad esempio l’elaborazione di un lutto in famiglia.
La comparsa di questi sintomi, anche per tempi lunghi, NON era associata a nessuna disfunzione o carenza di serotonina.

Alcuni psichiatri si convinsero che con il giusto dosaggio di farmaci regolatori della serotonina, anche per questi pazienti la terapia farmacologica fosse efficace.
Si, era efficace, solo all’inizio però, perché i medicinali fungevano da sedanti, ma passato il primo periodo la “depressione da lutto” tornava.

Presso l’università di Harvard, però, c’era un certo professor Kirsch secondo il quale le società farmaceutiche non erano completamente trasparenti per quel che concerne i test e gli studi fatti sui farmaci anti depressivi. Da una sua ricerca venne fuori che l’efficacia di tali farmaci non era così alta e che circa due terzi dei pazienti curati farmacologicamente dopo un anno erano al punto di prima, o quasi.

Il prof. Kirsch si convinse che fosse solo un metodo per vendere farmaci e null’altro.

Per anni si è sempre puntato a curare la depressione maggiore partendo dal presupposto che la causa fosse organica, fisica, mentre nel tempo è maturata l’idea che l’uomo non è fatto di sola materia ma anche di pensiero e i bisogni psicologici contano tanto quelli psicologici.

L’uomo, ad esempio, non ha bisogno solo di mangiare, bere, respirare, ecc. ma ha anche bisogno di sentirsi al sicuro, ha bisogno di affetto, ha bisogno di sentirsi utile, ecc.

Ecco perché nella società moderna i casi di depressione sono molti più che in tempi remoti.
Viviamo nella società del consumo, dove l’usa e getta vale anche per l’essere umano, dove perdere il lavoro è all’ordine del giorno, dove le persone contano meno di zero.

Vengono a mancare le basi psicologiche per un vivere sano, mancano le certezze.


DEPRESSIONE SINTOMI FISICI

Abbiamo appena accennato ai dolori fisici associati alla depressione.
Spesso questi sintomi vengono sottovalutati perché l’associazione mentale dolore fisico/depressione non è semplice da interpretare.

Tra i sintomi fisici della depressione e depressione maggiore possiamo trovare:

  • mal di testa
  • emicranie
  • dolori al torace
  • mal di schiena
  • insonnia
  • bruciori di stomaco
  • problemi digestivi

Prestate attenzione quindi quando a qualche sintomo tipico della depressione si accostano anche sintomi fisici, i più evidenti sono appunto emicranie e mal di testa.


DEPRESSIONE CURE E RIMEDI

Ecco quindi che entra in gioco la psicoterapia, l’unica cura oggi davvero efficace per la depressione in quanto aiuta ad elaborare nuovi schemi di pensiero, un nuovo modo di pensare e affrontare la vita con i suoi problemi quotidiani.
Essere depressi quindi non significa avere una malattia fisica, non è solo “mancanza di serotonina”, ma è sopratutto è un segnale che uno dei nostri bisogni psicologici non è sufficientemente alimentato e soddisfatto.

Ovviamente in taluni casi l’aiuto dei farmaci può coadiuvare la psicoterapia in quanto i farmaci per la depressione funzionano tramite “stimolo chimico” delle reti nervose, e alcuni anti depressivi aiutano anche nei casi con dolore cronico.

Ovviamente non si può ricorrere all’uso di farmaci alla leggera, ma bisogna valutare caso per caso con l’aiuto di un bravo psicologo e psicoterapeuta, soprattutto se risulta l’evidenza di una depressione maggiore.


DEPRESSIONE E BATTERI INTESTINALI

Tu sei quello che mangi sentiamo spesso dire, magari anche in TV da qualche strano santone, eppure questa frase ha un fondo di verità anche per quel che riguarda lo stato umorale di una persona.

E’ stato infatti scoperto dai ricercatori dell’università di Oxford che il consumo di cibi prebiotici ha un effetto naturalmente anti depressivo.


Depressione: cibi prebiotici e cibi probiotci, cosa sono?

I cibi prebiotici e probiotici altro non son che cibi funzionali al nostro stato di salute, che hanno effetti positivi sul nostro corpo e quindi sulla mente.
La locuzione latina mens sana in corpore sano indica che forse qualche tempo fa la sapevano molto lunga in merito.

  • Cibi probiotici: contengono micro organismi che interagiscono con il nostro coro (Yogurt)
  • Cibi prebiotici: Non digeribili, che favoriscono quindi l’attività della flora intestinale.

E’ stato osservato che il consumo in giuste dosi e tempi di cibi prebiotici hanno un effetto simile agli anti depressivi, ed uno studio della UCLA university ha trovato un legame tra le funzioni della mente e i batteri ingeriti con cibi prebiotici.

Farmaci depressione


FARMACI ANTI-DEPRESSIVI: SERVONO DAVVERO?

Come da articoli pubblicati anni fa anche su Repubblica e sull’Espresso, il professor Kirsch sostenne appunto che i farmaci non funzionano come vorrebbero farci credere, ma ad influenzare il nostro cervello è innanzi tutto il nostro stile di vita.

Secondo Kirsch la quasi totalità degli effetti di questi farmaci è dovuto all’auto-suggestione, il famoso effetto placedo per intenderci.

Kirsch afferma che la psicoterapia sia più efficace dell’uso dei farmaci, in quanto a lungo andare la psicoterapia ha un effetto duraturo nel tempo, mentre con i farmaci c’è sempre il rischio di ricadute.


Curare la depressione senza farmaci

Antidepressivi naturali, come curare la depressione in modo naturale.

Come curare la depressione senza farmaci?
Esistono rimedi naturali per curare la depressione?
Proviamo a scoprire nei prossimi paragrafi come curare la depressione in modo naturale.


Curare la depressione con un alimentazione sana

E’ ormai provato che una sana e corretta alimentazione aiuta a sentirsi meglio e stabilizza l’umore.

Poco zucchero e tanti sali minerali e vitamine aiutano sicuramante, quindi evitate di mangiare troppi dolcetti e caramelle, cercate di mangiare sano, magari cibi ricchi di magnesio e vitamine del gruppo B.

E i grassi?
Fanno bene quelle del pesce, il famoso omega 3, presente anche nelle noci, quindi mangiare pesce fa bene al corpo ma anche alla mente, mentre cercate di tenere lontano quelli troppi grassi (saturi) che non vi aiutano nel restare concentrati sul lavoro, o ancora peggio durante lo studio.

Una dieta equilibrata vi può perciò aiutare a tenere sotto controllo il vostro umore e curare la depressione senza farmaci ed in n modo naturale, quindi:

  • carboidrati in giusta dose (non mangiatevi due etti di pasta!)
  • I grassi, quelli giusti, omega 3, e tenete a bada il colesterolo!
  • Pochi zuccheri
  • calorie, quelle che servono, no alle abbuffate.
  • Stimolanti e integratori, evitiamo troppi caffè o energy drink.
  • Alcol, poco e solo a pasto.
  • State attenti al glutammato (dado da cucina e insaporitori vari) che è un eccitante.
  • bibite: il gingerino ha il colorante e120: anch’esso è un eccitante


La tiramina, se la conosci la eviti

La tiramina è una feniletilammina che si crea in seguito a ossidazione e/o fermentazione, si trova quindi in cibi mal conservati o nei cibi come formaggi stagionati, salumi, yogurt, vini invecchiati, banane troppo mature.
Può provocare aumento dei battiti cardiaci e mal di testa, evitate quando potete cibi che possono contenere tale sostanza.

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Una bella passeggiata aiuta a contrastare lo stato depressivo


Curare la depressione con l’esercizio fisico

La depressione trova terreno fertile laddove il ritmo giornaliero non è ben regolato, come ad esempio quando si soffre di insonnia e si crolla nel pomeriggio per una pennichella.

In tal senso, per regolare le giornate, possono essere utili esercizi aerobici che aiutano a tonificare il sistema cardiovascolare.
L’attività motoria in generale favorisce il rilascio di endorfine, le quali hanno proprietà analgesiche.

Oltre a fare esercizi di un certo tipo può anche essere sufficente fare delle belle camminate, possibilmente in mezzo alla natura.
bastano pochi minuti al giorno di sana camminata (per sana si intende una camminata non frenetica, senza problemi di orario ad esempio).

Non è comunque detto che se fai esercizio fisico sei immune alla depressione, però è confermato che chi non lo fa ne è più predisposto.

Questo è confermato anche da studio, come pubblicato anche dall’ANSA, condotto dal Black Dog Institute, associazione no-profit che si occupa di depressione. Questo studio è stato fatto su circa trentamila norvegesi ed ha appurato che il 44% delle persone che non fanno attività fisica sono maggiormente a rischio depressione.

Il professor Harvey, che si è occupato della ricerca, ha affermato infine:

«Con lo stile di vita sedentario che è sempre di più la norma in tutto il mondo e con le percentuali di depressione in crescita, i risultati della nostra ricerca risultano quanto mai pertinenti in quanto sottolineano che anche piccoli cambiamenti nel proprio stile di vita possono produrre significativi benefici nella salute mentale».

meditazione-cura-depressione
meditare è utile per combattere la depressione


Curare al depressione con attività rilassanti

Staccare la spina è fondamentale per una persona sana, figuriamoci nel caso di persone depresse.
Abbandonarsi ad altro senza pensare e ripensare al proprio stato è rigenerante per le nostre funzioni cerebrali.

Esistono tecniche di rilassamento, tra cui le più famose:

  • meditazione
  • shiatsu
  • training autogeno
  • yoga

La meditazione consiste nel riuscire, ad occhi chiusi, a concentrarsi
su un punto, io di solito cerco di visualizzare una parete bianca.
In tal modo mettiamo appunto “in silenzio” tutte quelle voci di sottofondo che a volte ci inquietano.

Lo shiatsu invece è un arte giapponese che stimola l’auto guarigione attraverso delle pressioni su precisi punti del corpo. E’ una tecnica che aiuta e stimola il rilassamento.

Il training autogeno invece è una vera e propria tecnica di rilassamento sviluppata negli anni trenta dallo psichiatra tedesco Schultz.

Per quel che concerne lo Yoga invece dovremmo andare nella lontana india per capirne veramente il significato, a noi basta sapere che l’uso moderno/contemporaneo dello yoga è finalizzato a tecniche di rilassamento soprattutto attraverso la regolazione della respirazione.

Se quindi avete il dubbio di avere anche vagamente uno stato depressivo, prima di affogarvi di farmaci provate ad andare da un bravo psicologo e psicoterapeuta, ne avrete senza dubbio giovamento.


Antidepressivi naturali: curare la depressione con le erbe

Erbe contro la depressione:
Fin dai tempi più antichi le erbe medicinali venivano usate per gli scopi più vari, dalla cura per il mal di stomaco fino al rimarginare ferite e tagli.

Nell’antica Grecia Ippocrate formulò la “teoria dei quattro umori“, affermando che nel corpo umano coesistono appunto quattro umori:

  • Sangue
  • Flemma
  • Bile gialla
  • Bile nera

Questi quattro umori erano a sua volta responsabili di caldo, freddo secco e umido, e avevano bisogno di essere riequilibrati con l’uso di erbe medicinali.

Questa ed altre teorie si sono propagate nei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri, e ora anche malattie come la depressione si possono curare o almeno in parte contrastare con l’uso di alcune erbe officinali.

Sappiamo infatti che tra le cause della depressione vi sono anche problemi come ad esempio l’insonnia e i disturbi alimentari, che con l’uso appropriato di alcune erbe officinali si possono contrastare.
Alcune piante officinali si possono quindi usare come antidepressivi naturali.


Curare la depressione con le erbe: quali usare?

Facciamo una breve panoramica delle tre piante officinali più usate per curare la depressione con le erbe:

  • Griffonia
  • Rhodiola rosea
  • Iperico

Griffonia

La Griffonia è una delle principali piante usate per contrastare la depressione, è una pianta tropicale/africana e le sue proprietà benefiche stanno nei semi che contengono la sostanza 5-THP.

Cos’è il 5-THP?

Partiamo dalla Serotonina, il cosi detto “ormone della felicità“:
Sappiamo che la serotonina è associata ad alcune forme depressive quando si riscontra un suo livello troppo basso, e la Serotonina deriva dalla trasformazione da parte di un enzima del 5-idrossi-triptofano, cioè il 5-THP.

Assumere questa sostanza ricavata dalla Griffonia può quindi aiutare a contrastare alcune forme depressive agendo appunto sul livello di serotonina.

Rhodiola rosea

La Rhodiola rosea, chiamata così perché richiama il profumo delle rose, è detta anche radice d’oro, in quanto proprio nella radice sta la parte “medicinale”
Usata nei paesi scandinavi da secoli ha un effetto simile ad una droga, in quanto aiuta a non sentire la stanchezza ed aumenta la resistenza fisica.

con il tempo si è scoperto che ha una forte influenza al sistema nervoso centrale agendo da antistress e anti depressivo naturale, in quanto stimola la produzione di adrenalina, dopamina e serotonina.

Iperico

Dall’iperico, detto anche “pianta del sorriso“, si estrae l’ipericina, la quale è un forte antidepressivo naturale, ed è per questo che può essere usata per contrastare alcune forme di depressioni o stress.

E’ una pianta conosciuta per le sue proprietà fin dal medioevo e veniva già allora per curare gli stati d’ansia.

Rispetto all’uso dei medicinali tradizionali, l’iperico non agisce subito, ma dopo qualche settimana, ed un suo uso ha dimostrato un miglioramento umorale in molti pazienti.

Oltre alle tre piante nominate vi sono tanti tipi di erbe adatte per contrastare depressioni minime o ansie.
Tra questo elenco di piante per curare la depressione con le erbe, troviamo:

  • melissa
  • passiflora
  • tiglio
  • Valeriana
  • Passiflora
  • Biancospino

Queste erbe hanno un effetto rilassante e funzionano piuttosto bene soprattutto per combattere l’insonnia da ansia, e per un effetto maggiore si consiglia l’uso in capsule.
Attenzione a non eccedere con la valeriana, la quale se usata in dosi massicce può fungere da eccitante.


Curare la depressione con i fiori di Bach

L’uso dei fiori di Bach potrebbe essere confusa con il curare la depressione con le erbe, ma in realtà si tratta di qualcosa di diverso, meno fitoterapeutico ma più sfruttando la teoria di “memoria dell’acqua“, o per chi non ci crede, l’effetto placebo.


La terapia con i fiori di Bach è stata ideata dal medico Inglese Edward Bach, il quale asseriva che la malattia ha origine psicosomatica, trovando origine nella disarmonia delle scelte fatte con il raziocinio rispetto a quello che vorrebbe il nostro cuore.
Queste richieste non ascoltate, questo strato di subconscio che si crea alla fine sfocia in sintomi fisici psicosomatici.
E’ quindi guarendo il nostro blocco psicologico che guariremo il nostro corpo.

Tra i rimedi naturali per curare la depressione Edward Bach consigliava principalmente tre fiori:

  • Genziana
  • Senape
  • Rosa canina

La genziana, pianta tipica delle nostre Alpi, è usata per contrastare pessimismo e depressione reattiva verso eventi che pensiamo di non poter affrontare e/o superare.
La pianta di senape, abbastanza comune ed infestante, viene usata nella terapia con i fiori di Bach per depressione endogena, mentre la rosa canina, o wild rose, fornitrice di vitamina C, servirebbe per i casi di fatalismo, cioè di perdita di fiducia, come nei casi di depressione maggiore.

Curcuma - rimedio naturale depressione


Curare la depressione con la Curcuma

Sempre più in uso nelle nostre cucine, un po’ per moda e un po’ grazie alle nuove scoperte scientifiche, la Curcuma sembra sia un ottimo antidepressivo naturale.

Secondo una ricerca universitaria svolta in India sembra addirittura che funzioni meglio di alcuni famosi farmaci anti depressivi.
L’esperimento fatto si basava sulla somministrazione intensiva di un estratto di curcuma, e i risultati su pazienti con disturbo depressivo maggiore sono stati positivi.

Questo studio, pubblicato su Phytotherapy Research ha dato quindi origine a questo farmaco naturale a base di curcumina, estratto derivato per l’appunto dalla Curcuma Longa.

La curcumina funziona come antidepressivo naturale perché funge da inibitore della mono ammina ossidasi, enzima legato a doppio filo alla depressione, ed inoltre la curcuma è anche un ottimo anti infiammatorio.

Se quindi a volte soffrite di sbalzi d’umore o siete inclini ai sintomi della depressione, inserire nella vostra cucina un ingrediente come la curcuma non può far altro che giovarvi.

Per non perdere le sue proprietà il consiglio è quello di aggiungere la curcuma come spezia solo a fine cottura, un po’ come condimento diciamo.

E ora correte al mercato a comprare la curcuma, oppure in erboristeria a prendere l’estratto di curcumina.


Come curare la depressione con gli olii essenziali

In caso di sintomi della depressione gli olii essenziali più indicati sono:

  • Lavanda
  • Gelsomino
  • Rosa
  • Menta piperita
  • Timo

Questi olii sono indicati per praticare massaggi assieme all’olio di mandorle, o anche per un bel bagno che già di suo è rilassante,
Un altro consiglio sull’uso dell’olio essenziale per curare la depressione è quello di inalarne i profumi e le essenze dopo aver bagnato un fazzolettino con due goccie.
Questo metodo è utile in caso di necessità immediata ed aiuta a ritrovare buon umore ed energie.

Sempre come rimedio per sbalzi di umore o come stabilizzante dell’umore, si possono usare essenze quali:

  • Bergamotto
  • Cannella
  • Basilico

Anche con questi olii essenziali si possono effettuare massaggi o si possono usare per inalazione delle essenze.

agopuntura e depressione


Agopuntura e depressione

Tra i metodi naturali per curare la depressione esiste anche l’agopuntura.

Agopuntura e depressione, un binomio che fino a qualche anno fa avrebbe fatto inorridire qualsiasi psicoterapeuta o medico in generale.
Depressione e agopuntura invece, oggi, possono benissimo coesistere come dimostrato anche da Hugh MacPherson dell’Università di York.

Lo studio effettuato da questa università britannica ha coinvolto 755 pazienti con depressione, ripartiti casaualmente in tre gruppi:

  • Primo gruppo, 302 pazienti. 12 sedute settimanali di agopuntura.
  • Secondo gruppo, 302 pazienti: sedute di consueling(*)
  • Terzo gruppo, 151 pazienti: normali terapie farmacologiche.

(*)
Il counseling è una modalità di supporto (consolazione) nei confronti di una persona con l’obiettivo di superare alcune difficoltà (perdita del lavoro, lutti, ecc.) e stimolarne la reazione positiva.

Per completezza, va ricordato che a nessuno dei pazineti è stato chiesto di sospendere la propria cura con farmaci, se presente.

Ad ogni modo, l’esito di questo studio è stato che i pazienti che hanno usufruito della terapia con agopuntura hanno ottenuto benefici abbassando la gravità della depressione.

Risultati positivi ci sono stati anche con il consueling, mentre le terapie farmacologiche sono risultate meno efficaci.

Per capire perché l’agopuntura può essere un rimedio naturale contro la depressione, bisogna fare un viaggio in cina, dove la depressione ha collocamento in organi del nostro corpo ben precisi, la Milza, lo Stomaco ed il fegato.

Quando questi tre organi non vivono in armonia la depressione può fare capolino, ed ecco che l’agopuntura può intervenire.

L’agopuntura agisce nei punti relativi ai tre organi indicato, in particolar modo su di un punto chiamato Guanyuan, qualche sotto l’ombelico.

L’agopuntura quindi fa da riequilibratore coinvolgendo anche la sfera emotiva e nella cura della depressione è utile come coadiuvante per una terapia psicoterapica in atto ma soprattutto nella fase in cui si comincia a sospendere la terapia farmacologica.


Fototerapia o terapia della luce

La light terapy, in italiano chiamato fototerapia, è uno dei metodi alternativi al trattamento con i farmaci per la cura della depressione.

La fototerapia consiste nell’esposizione del paziente ad una fonte luminosa con una intensità di 10.000 lux, circa 50 volte superiore all’intensità della luce che abbiamo mediamente nelle nostre stanze.
Questa luce è però filtrata e quindi nonostante l’intensità non è fastidiosa, anzi.

Per la terapia della luce contro la depressione bisogna stare a circa mezzo metro di distanza dalla luce, ed i tempi di esposizione sono stabiliti di volta in volta dal personale specializzato, mediamente si attestano in sedute di 30 minuti al giorno per un paio di settimane.

La luce è per noi fondamentale, ci serve per regolare alcune nostre funzioni, le principali sono il sonno e il tono del nostro umore.
Capirete quindi perché la fototerapia ha un impiego di nota nella cura per la depressione.

La depressione crea malessere e stanchezza, andando ad influire sul corretto ciclo sonno/veglia e la luce, influendo sulla produzione di serotonina e melatonina influenza il nostro ritmo circandiano, cioè appunto il nostro ciclo naturale della giornata con l’alternanza sonno/veglia.

Tra le tipologie di depressione che maggiormente si prestano alla cura con la fototerapia vi è la depressione stagionale, tipica ad esempio in inverno con la diminuzione delle ore di luce giornaliere.


la depressione e il sonno

Perché il sonno è così importante?
Dormire bene non è solo un fattore di riposo fisico, è anche il momento della giornata in cui permettiamo al cervello di liberarsi di tossine per noi dannose.
Inoltre durante il sonno il nostro cervello entra in una fase di attività minima, e rielabora le esperienze vissute in giornata memorizzando ciò che si è appreso.

Nel sonno poi ci “curiamo da soli”, nel senso che il nostro corpo rilascia somatotropina, che stimola la crescita dei tessuti, rinforza il nostro apparato scheletrico, ripara i muscoli.

Insomma, come in una fabbrica quando si fermano gli impianti, anche nel nostro corpo quando dormiamo entra in gioco la squadra di manutenzione, e questo vale anche per il nostro cervello.

Ma il sonno da cosa dipende?
Il sonno viene regolato dal nostro orologio biologico, situato in una piccola zona del nostro cervello, ed a sua volta questo orologio è influenzato dalla luce che regola il livello di melatonina.

Ecco quindi perché la luce è molto importante e perché la fototerapia può essere usata per la cura della depressione.


Depressione da lavoro

Esiste una correlazione tra depressione e lavoro?
Dagli studi fatti sembrerebbe proprio di si, vediamo di capirne qualcosa.

Innanzi tutto un po’ di numeri.
Sapete che in Italia circa il 12% di chi lavora soffre di una qualche patologia depressiva?
Questa percentuale abbastanza alta di lavoratori depressi si traduce in circa 20 giorni di assenza annui/medi per persona, e sembra che non importi che lavoro tu faccia, che tu sia manager, operaio o imprenditore, la depressione non guarda in faccia nessuno.

D’altro canto noi italiani possiamo ritenerci anche fortunati, perché la media europea è molto più alta, introno al 20%, questo probabilmente perché noi godiamo di molte più ore di sole rispetto ai paesi del nord Europa.

Le ore di luce e di sole infatti permettono al nostro corpo di regolare la produzione di melatonina, ormone responsabile del nostro ciclo sonno-veglia e quindi del nostro ritmo circandiano.
Da questo dipende molta parte del nostro benessere fisico e mentale.


Perché molti depressi sul lavoro?

La depressione sappiamo che si presenta sotto forma di tristezza, bassa autostima, paura di “non riuscire”, ma purtroppo, nonostante sia una patologia vera e propria, molti depressi preferiscono nascondere la depressione quando sono sul posto di lavoro per la paura stessa di perdere il lavoro.

Questo però non fa altro che peggiorare la situazione perché la depressione fa si che il rendimento sul lavoro subisca un calo drastico, in quanto la bassa autostima fa si che non si inseguano alti obiettivi e porta addirittura all’isolamento per la paura del confronto.
Potete ben immaginare che tali comportamenti sul lavoro non siano ottimali.

Se pensiamo poi anche agli effetti fisici della depressione allora il problema di avere un lavoratore depresso aumenta ancor di più, infatti con la depressione possono presentarsi l’insonnia e l’inappetenza, che indeboliscono la persona non solo nella mente ma anche nel fisico.

Inoltre, se pensiamo a come al giorno d’oggi la società moderna sia ultra competitiva, possiamo capire come portare il nostro stato depressione al lavoro non può che essere peggiorativo, in quanto in un ambiente non conciliante l’ansia può giocare brutti scherzi e aggravare la patologia.

Tra l’altro sul lavoro possono anche presentarsi situazioni che per la patologia depressiva possono essere una vera manna, come lo stress troppo elevato o addirittura il mobbing.


E se il lavoro fosse causa della depressione?

A volte sono le stesse situazioni lavorative ad essere causa o concausa della depressione.
Ad esempio pensiamo a quante persone lavorino con passione, umiltà e dedizione sperando in una promozione e poi si trovano scavalcati dal cocco di turno.
Oppure nei casi di precariato, quando il contratto viene rinnovato di tre mesi in tre mesi, o ancora nei casi di lavoro nei call center, dove il lavoro diventa non appagante.

Insomma, situazioni lavorative non agevoli come anche semplicemente non aver uno spazio per pranzare possono essere concause della depressione.

Un altro aspetto poi da valutare è il rapporto lavoro-famiglia.
Quanti lavoratori sono costretti a stare più del dovuto sul luogo di lavoro dovendo trascurare così la famiglia?

Se non siamo forti di carattere tutte queste situazioni possono essere destabilizzanti e se siamo predisposti a cattivo umore o stati depressivi allora potremmo essere categorie a rischio.

Per questo motivo infatti molte aziende, o perlomeno le più lungimiranti o facoltose, cercano di creare dei momenti e delle zone apposite di relax per i dipendenti, mentre per chi lavora lontano da casa si cerca di usare quando possibile il tele-lavoro.

Ricapitolando quindi, il lavoro può essere concausa di depressione in casi di:

  • Mancato raggiungimento di obiettivi
  • Lavoro lontano da casa
  • Lavoro precario
  • Mancanza di spazi dedicati per pause e pranzo
  • Lavori altamente stressanti
  • Lavori per nulla appaganti
  • Mobbing

Per finire, ricordiamoci quindi che un lavoratore felice è molto più performante di un lavoratore triste.

come combattere la depressione con gli animali domestici

Allontanare ansia, stress e depressione grazie alle coccole del vostro cane.
molti di voi sapranno quanto speciale è il legame che si crea tra un cane o un gatto ed il suo padrone, spesso l’affetto va oltre ad un semplice rapporto di compagnia animale-padrone.
Molte persone, soprattutto se anziane, trattano l’animale come un figlio, lo coccolano, lo viziano, ci dormono insieme.

abbiamo sempre sentito e saputo che la compagnia di un animale domestico fa bene, soprattutto a bambini ed anziani, ma ora c’è anche uno studio che lo certifica.

BMC Public Health ha infatti pubblicato questo studio dove si notano miglioramenti dal punto di vista di benessere e salute mentale qualora si decidesse di prendere un cane.
Lo studio si basa su quattro punti:

  • Solitudine
  • Affetto positivo
  • Affetto negativo
  • Angoscia psicologica

Lo studio consisteva in prendere alcune persone di tre gruppi diversi:

  • Persone senza un cane e non lo vogliono
  • Persone senza un cane ma che ne vorrebbero uno
  • persone che hanno avuto un cane entro un mese di tempo dall’inizio di questo esperimento

E’stato quindi consegnato a tutti i partecipanti un questionario da compilare, relativo alla loro felicità od al loro disagio e stress psicologico.

Cosa è risultato?
Che chi possedeva o possiede un cane non sa cosa significa soffrire di solitudine.
La compagnia di un cane, il suo affetto ed anche l’impegno che porta riduce sensibilmente la sensazione di solitudine e… rende felici.

Ovviamente questi effetti di benessere non derivano solo dall’avere un cane, ma anche altri animali domestici, a partire dal gatto, che con le sue coccole e fusa ci dona momenti di benessere e sono autentici antistress, riducono l’ansia e quindi anche la possibilità di depressioni.

E’ risaputo che la terapia con gli animali, chiamata anche Pet Therapy funziona bene su soggetti, soprattutto bambini con particolari disturbi, come possono essere la sindrome di Asperger, attacchi di ansia e altro.

Non solo quindi per combattere la depressione, ansia e stress, ma la compagnia di un animale può essere utile anche per sviluppare o migliorare relazioni e funzioni cognitive.


Uscire dalla depressione: consigli utili dello psicologo

  • Riscopri i lavori manuali.
    Prova a coltivare un piccolo orto, oppure dei fiori particolari o degli agrumi, insomma, qualcosa che necessita di un tuo intervento, della tua presenza, ogni giorno.
    In questo modo riacquisterai autostima, sopratutto perché vedrai dei risultati concreti dovuti alle tue azioni. Se non ti piace coltivare puoi dipingere, cucire, costruire modellini, insomma, quello che vuoi, l’importante è fare.
  • Pensa a te stesso.
    Ogni tanto un pochino di sano egoismo non fa male, pensa a soddisfare qualche tuo capriccio ogni tanto, fai quello che pensi senza ascoltare sempre gli altri.
    Il tuo benessere psico fisico ne gioverà
  • Basta lamentarti.
    Perché perdere energie a piangere?
    Usa queste energie, che evidentemente hai, per fare qualcosa di positivo. Inoltre, se ti piangi sempre addosso rischi che gli altri ti allontanino. Per curare la depressione non serve lamentarsi.
  • Luce, luce, luce.
    Lo sai che senza la luce del sole, la luce naturale, non riusciremo a sintetizzare la vitamina D necessaria per l’assimilazione del calcio, per il benessere delle nostre ossa e dei denti.
    La luce inoltre aiuta la regolazione del ritmo circandiano per poter dormire bene. Insomma, la luce è vita, è un antidepressivo naturale, esci e sfruttala.
  • Non rimandare.
    Se vuoi fare una cosa, falla!
    Non rimandare, non stare li a pensarci, riprendi la tua vita in mano e buttati. Non razionalizzare sempre le cose, a volte fai anche qualcosa senza scopo apparente, divertiti e basta.
  • Pratica sport.
    L’attività fisica è utile sia per mantenersi in forma ma anche per tenere sotto controllo ansia e stress.
    Finché pratichi un attività sportiva non pensi ad altro che a farlo bene, tutti i pensieri negativi spariscono, e la tua mente ti ringrazierà, senza contare che l’attività fisica favorisce la produzione di dopamina e serotonina, utili per combattere la depressione.
  • Tieni lontano lo zucchero.
    Mangiare una bella fetta di torta potrebbe darti una sensazione di sollievo, ma in realtà lo zucchero, agendo sull’insulina, può provocare anche sbalzi d’umore, non positivi se soffri di stati depressivi.
  • Leggi qualche libro.
    Lo sia che esiste anche una terapia attraverso la lettura di libri?
    Si chiama biblioterapia, e facendo uso di libri adatti può coadiuvare la terapia medica.
    Nel mondo anglosassone è in uso da molti anni.


bibliografia

  • http://www.psychologytoday.com/blog/complementary-medicine/200808/eliminate-depression-naturally
  • La Mente in Fiamme – Un nuovo approccio alla depressione – Edward Bullmore
  • E liberaci dal male oscuro, Cassano, G.B., Milano 1998;
  • Huibers J., Vincere l’ansia con le piante medicinali, Hermes Edizioni, 1989, Roma;
  • Marchina J.C., Ansia, Depressione ed altri disturbi psichici curati con le piante, IPSA Editore snc, 1989, Palermo;
  • La Fine del Buio – Johann Hari
  • https://www.york.ac.uk/healthsciences/our-staff/hugh-macpherson/

Alla prossima,
Lo Psicologo Veneto.