Camminata meditativa, a cosa serve e come farla

Camminata meditativa, a cosa serve e come farla

Camminata meditativa, a cosa serve e come farla

Di per se camminare è già un attività benefica e se fatto con l’intento di rilassarsi anche camminare pochi minuti al giorno è utile per il nostro benessere psico fisico.
Esiste poi un altro tipo di camminata che se fatta bene può essere ancora più utile e rigenerante: la camminata meditativa.

La camminata meditativa può risultare molto utile per chi volesse fare esercizio fisico riducendo lo stress, per chi avesse bisogno di ritrovare la concentrazione o migliorarla o anche per chi semplicemente vuole ritrovare un po’ di tranquillità, uscendo per un po’ dai problemi di tutti i giorni.

Cos’è la camminata meditativa

Questo tipo di camminata, o forse dovremmo meglio dire “meditazione“, è una tipologia di meditazione che si pratica appunto camminando, ascoltando il battito del proprio cuore, con relative pause, accelerazioni e rallentamenti proprio sulla base del battito.
Questo serve a focalizzare l’attenzione su se stessi, aumentando di conseguenza la consapevolezza di se e di quello che si sta provando in quel momento.

La camminata meditativa, che altri chiamano anche “meditazione camminata“, significa quindi sfruttare i percorsi che facciamo quotidianamente a piedi trasformandoli in occasioni per meditare, unendo così il movimento al relax per corpo e mente.

Questa tecnica non è per forza di cose legata alla semplice camminata, la si può associare anche al trekking al nord walking, alla camminata veloce, ed inoltre al camminare possono essere adottate diverse tecniche di meditazione, dalla meditazione di tipo Zen alla più moderna mindfullness.

A dire il vero quella che noi chiamiamo mindfullness avrebbe il nome più corretto di meditazione Vipassana, cioè una tecnica di meditazione buddista tradizionale che ha l’intento specifico di aiutarci a scoprire noi stessi e la nostra natura.

La meditazione Zen è invece una tecnica orientale con origine buddiste, quindi dall’India, ma come tecnica nacque esplicitamente in Giappone grazie al maestro Dogen.
Questo tipo di meditazione comporta l’abbandonare i pensieri, eliminando paure ed ansie per entrare veramente in contatto con noi stessi.

Nella camminata meditativa si adotta la tecnica zen Kinhin, cioè una camminata con particolare attenzione alla postura, con un ritmo molto lento e passi piccoli.
La camminata zen Kinhin prevede un alto livello di concentrazione e ad ogni respiro completo si esegue un piccolo passo.
In questo modo si mantiene la concentrazione sul respiro e sui passi da compiere, liberando così la mente da altri pensieri.

Come praticare la camminata meditativa

Come dice la parola stessa, questo tipo di meditazione si esegue in movimento e non da fermi, e l’obiettivo è proprio quello ci concentrarsi sull’esperienza della camminata.
Troppo spesso infatti camminiamo di fretta, pensando ai nostri problemi e a cosa dobbiamo ancora fare, senza mai goderci il momento e rilassare la mente.

Ovviamente se durante la meditazione classica gli occhi vanno tenuti chiusi, nella meditazione camminata invece bisogna tenere gli occhi sempre aperti, altrimenti potreste sbattere il naso!
Inoltre, nella camminata meditativa bisogna essere ben consci di cosa succede al di fuori di noi stessi, prenderne atto, cercare di interiorizzare cose come il fruscio del vento, il colore del cielo, anche il traffico va preso per quello che è, cioè un qualcosa di “esterno”.

Inoltre la camminata meditativa si può fare dove e quando ci pare, in pausa pranzo come al ritorno dal lavoro, nel tragitto per andare a prendere i bambini a scuola, o semplicemente quando ci dedichiamo una pausa, magari all’aperto, ma per farla bene sarebbe opportuno avere almeno 20 minuti da dedicare a noi stessi.

Per iniziare bisogna prestare attenzione alla postura del nostro corpo, tenendo le gambe appena divaricate e le braccia ben distese lungo il corpo, e cercare di respirare a ritmo regolare per prendere più consapevolezza di se.
Una volta raggiunta una certa concentrazione si può iniziare a muovere i primi passi, lentamente e comodamente, senza sforzarci di tenere le braccia in una posizione forzata. Le uniche attenzioni da porre sono quelle di appoggiare sempre bene i piedi e fare esercizi di respirazione.

Proprio sui piedi va poi portata la nostra concentrazione, cercando di cogliere tutte le sensazioni ad ogni movimento tallone-pianta-punta. Cerchiamo perciò di cogliere ciò che ci arriva e passarlo a tutto il corpo, cercando un equilibrio tra noi e ciò che ci circonda.

Una variante della cammminata meditativa potrebbe essere quella di camminare a piedi nudi, ovviamente in sicurezza, cioè su un prato conosciuto o in spiaggia.
Questa modalità ha il vantaggio di essere molto più sensoriale, aiuta a liberare meglio mente e corpo da ansia e stress, è utile per la postura, è positiva per le infiammazioni, il mal di testa, le tensioni muscolari.

I benefici della camminata meditativa

Camminare è già un attività molto utile sia per il corpo che per la mente, ma se lo facciamo in modo consapevole e meditativo riusciremo a raggiungere obiettivi ben più alti.

La meditazione cammminata porta infatti benefici come:

  • Calmare la mente
  • Migliora la concentrazione
  • Scioglie le tensioni
  • Abbassa la pressione
  • Rinforza il sistema immunitario

Esistono poi alcune teorie secondo le quali anche solo camminare sarebbe un buon aiuto per chi soffre di ipertensione e per tenere a bada lo stress.

Ora cosa aspettate? andate a camminare!

Alla prossima.

Psicologo veneto